Soffro perché De Carlo è stato per decenni il mio autore preferito, quello di cui non perdevo un libro, quello che con le sue storie ha accompagnato la mia gioventù.
Nessuno era come lui.
Poi ho iniziato a perdermi un po' dei suoi nuovi romanzi, ma sempre con la certezza che quando li avrei recuperati lo avrei sempre ritrovato lì, puntuale, preciso, incapace di deludermi.
Questo romanzo però ha fatto crollare le mie certezze.
Pubblicato nel 2016, è la storia di come due vite tanto diverse come quelle di Nick e Milena si intrecciano e si sconvolgono a vicenda.
Il problema è che la storia non sta in piedi e non porta da nessuna parte, purtroppo.
Tanti capitoli superflui, tante informazioni su entrambi i protagonisti, tanta attesa per...poco o nulla. Situazioni grottesche e surreali (forse un tentativo di "commedia " ?), personaggi banali, lodi esagerate al gelato prodotto dalla protagonista (ok, va bene cercare qualcosa di più profondo e poetico, ma non esageriamo, insomma è sempre un gelato!), una storia inconsistente che non si sa dove si voglia andare a parare. Inoltre ho trovato particolarmente fastidioso il chiamare per tutta la durata del libro i due protagonisti SEMPRE per nome e cognome (tra l'altro quello di Nick è un cognome impronunciabile!).
Insomma, di questo libro salvo solo la copertina col gelato in primo piano e il piacevole sfondo celeste.
Però caro Andrea De Carlo (nome completo, nota bene...) un capitombolo in decenni di libri memorabili ci sta, te lo perdono, e confido nei prossimi tuoi titoli che prima o poi recupererò.
Con affetto.
"È incredibile come offrire gratis qualsiasi cosa susciti diffidenza."
" ...incredibile che possa offendersi a sentirsi definire abominevole, quando si impegna così incessantemente per esserlo."
" Se la soluzione fosse scegliere la sua vita, prima di scegliere con chi vorrebbe condividerla?"