La storia di Aida, scappata a sei anni dalla Bosnia per sfuggire ad una guerra violentissima, e arrivata a Milano dove la sua famiglia sarà costretta a rifarsi una vita, lontano da casa, lontano dalle proprie radici.
Ogni componente della sua famiglia reagirà in modo diverso rispetto a questo sradicamento forzato e niente sarà più come prima.
Qualcosa manca secondo me in questo romanzo; una storia forte, complessa, piena di sfaccettature e punti di vista differenti che non riesce però mai a coinvolgere veramente chi legge. Il racconto in prima persona di Aida risulta sempre un po' troppo distaccato sfiorando l'effetto cronaca a discapito del sentimento, di quel pathos che ci avrebbe aiutato a vedere e sentire le cose da tutti i punti di vista.
Insomma, la scrittura di Carati non decolla mai davvero e fa restare tutto "in superficie ", nonostante la candidatura al Premio Strega 2022.
Un libro che poteva offrirci qualcosa di più.
"- Come ti è passata la vita?-
- In un attimo. È entrata in un orecchio ed è uscita dall'altro. Così.-
E aveva soffiato piano, come a spegnere una candela invisibile. "
"Nessun dolore ti pietrifica il cuore come la perdita di un figlio. È come un freddo dentro. Sei morto."
"Ti ho lasciata andare perché pensavo che le paure, il dolore che avevo dentro potessero farti del male. "