Cime Tempestose è l'unico romanzo di Emily Brontë (e qui confesso anche la terribile colpa di aver confuso le sorelle, avendo letto Jane Eyre in gioventù) ed è "Il romanzo".
Pur essendo stato pubblicato nel 1847 è di facile lettura e i temi dell'amore tossico, della dipendenza, dei soprusi e del patriarcato lo rendono più attuale di quanto si possa credere.
Le atmosfere cupe di Wuthering Heights, la vita tormentata dei protagonisti, le passioni violente, gli elementi soprannaturali, rispecchiano appieno la letteratura gotica.
Si sente spesso identificare questo romanzo come una storia d'amore; ecco, la definizione mi pare abbastanza azzardata.
Quella di Brontë è più che altro una storia di violenza, di prevaricazione e follia; di amore c'è molto poco, forse perché la stessa autrice non l'aveva mai realmente vissuto.
Vale la pena leggerlo? Sì, assolutamente. Con la consapevolezza di quanto sia duro, spietato, insondabile e di quanto i personaggi siano tutti profondamente detestabili, in un modo o nell'altro.
"Lui non saprà mai quanto lo amo: e non perché sia bello, Nella, ma perché lui è me, più di quanto io sia io. Di qualunque cosa siano fatte le nostre anime, la sua e la mia sono uguali..."
"Non permetterà mai a chi gli vuole bene di sentirsi a proprio agio, e nemmeno lui lo sarà mai!"
" Voi invece, signor Heathcliff, non avete nessuno che vi ami: e per quanto possiate renderci infelici, a vendicarci sarà il pensiero che la vostra crudeltà nasce da un'infelicità più grande della nostra".
"Il mondo intero è una terribile raccolta di testimonianze che lei è esistita, e che io l'ho perduta."