sabato 25 aprile 2026

"I giorni di Vetro" di Nicoletta Verna - Einaudi


Solo due parole: che libro!
Ne avevo sentito parlare solo in maniera positiva, ed era inevitabile.
Nicoletta Verna ha scritto un romanzo storico che parla di Seconda Guerra Mondiale ma soprattutto della nostra Resistenza, di chi ha lottato e pagato spesso con la vita, per la nostra libertà. 
Nell'intreccio di vite di donne a cui il destino non risparmia nulla, nella loro incredibile resilienza, si dipana una storia indimenticabile, avvincente e mai scontata, mai noiosa, ma a tratti feroce, cruda, durissima.
Redenta e le sue sorelle, nonna Fafina, Iris; i loro destini, le loro lotte, le loro fragilità, la loro forza. Impossibili da dimenticare. 
Un libro che andrebbe letto nelle scuole, perché se le storie personali dei personaggi sono aderenti alla realtà ma frutto della fantasia dell'autrice, gli eventi storici sono realmente accaduti e ci fanno toccare con mano anni durissimi, sconvolgenti, che spesso letti sui libri di storia sembrano solo astratti fatti di troppi anni fa.
Nicoletta Verna ha scritto un vero, grande libro, ha messo nero su bianco una storia e dei personaggi impossibili da dimenticare. 
Leggetelo.

" Avrei voluto dirgli che non ero muta: stavo zitta. Tutti non facevano che parlare, e nel farlo litigavano,  si offendevano e si maledicevano. A me sembrava che più parlavano e meno si capivano. Per questo stavo zitta."

" - No che non ti ammazza, - avrei voluto dirle. - Purtroppo resti viva. E domani ti ricorderai di questa pena e ti sembrerà che non sia mai finita. Perché il male che patisci una volta lo patisci per sempre."

" Ma non ci sono parole migliori, ci sono parole e basta, e per loro natura sono impreciso e vaghe, vuote parole a cui deleghiamo il peso impossibile di tradurre la sostanza della vita in argomenti comprensibili, tollerabili. " 

" Le speranze sono gli scarti della felicità: ciò che ci tiene vivi quando il resto si decompone. "

" Muori come ti pare, ma non per mano sua."

" Questa guerra maledetta ha ammazzato tutti, anche i vivi, - mormora. - È perché i vivi non sono proprio vivi: sono superstiti."

martedì 7 aprile 2026

"Cime tempestose " di Emily Brontë - Einaudi

Premetto che non ho visto il film (nè l'ultimo nè quelli precedenti) ma grazie all'uscita del film ho deciso di rimediare alla grave mancanza di non aver mai letto questo classico della letteratura vittoriana o forse meglio dire gotica.
Cime Tempestose è l'unico romanzo di Emily Brontë (e qui confesso anche la terribile colpa di aver confuso le sorelle, avendo letto Jane Eyre in gioventù) ed è "Il romanzo".
Pur essendo stato pubblicato nel 1847 è di facile lettura e i temi dell'amore tossico, della dipendenza, dei soprusi e del patriarcato lo rendono più attuale di quanto si possa credere. 
Le atmosfere cupe di Wuthering Heights, la vita tormentata dei protagonisti,  le passioni violente, gli elementi soprannaturali, rispecchiano appieno la letteratura gotica. 
Si sente spesso identificare questo romanzo come una storia d'amore; ecco, la definizione mi pare abbastanza azzardata.
Quella di Brontë è più che altro una storia di violenza, di prevaricazione e follia; di amore c'è molto poco, forse perché la stessa autrice non l'aveva mai realmente vissuto.
Vale la pena leggerlo? Sì, assolutamente. Con la consapevolezza di quanto sia duro, spietato, insondabile e di quanto i personaggi siano tutti profondamente detestabili, in un modo o nell'altro. 

"Lui non saprà mai quanto lo amo: e non perché sia bello, Nella, ma perché lui è me, più di quanto io sia io. Di qualunque cosa siano fatte le nostre anime, la sua e la mia sono uguali..."

"Non permetterà mai a chi gli vuole bene di sentirsi a proprio agio, e nemmeno lui lo sarà mai!"

" Voi invece, signor Heathcliff, non avete nessuno che vi ami: e per quanto possiate renderci infelici, a vendicarci sarà il pensiero che la vostra crudeltà nasce da un'infelicità più grande della nostra".

"Il mondo intero è una terribile raccolta di testimonianze che lei è esistita, e che io l'ho perduta."