Un paio di frasi che raccontano il libro. Una breve descrizione, qualche elemento che possa aiutare a cogliere l'essenza del libro ed aiutarvi a decidere se in questo momento è il libro giusto per voi.
lunedì 17 luglio 2017
"Un libro ti salverà" di Erika Swyler
" - Perchè diavolo la gente non capisce che ci sono cose di cui semplicemente non si parla? Certe cose uno deve tenerle per sé se non vuole fare soffrire gli altri. Uno impara a convivere con il senso di colpa, è così che paga il suo debito. Il senso di colpa dovrebbe essere la punizione -"
" Ci portiamo dietro le nostre famiglie come ancore a cui aggrapparci durante le tempeste."
" Forse il libro ha aperto una porta; i libri hanno il potere di increspare la superficie delle cose."
Simon vive a Long Island, un luogo suggestivo e ricco di ricordi, nella casa in cui è cresciuto e che sta cadendo letteralmente a pezzi, com'è stato un pò per la sua famiglia, di cui restano solo lui e la sorella minore Enola, per cui lui è stato più un padre che un fratello.
Enola è scappata da quel luogo, ma Simon non abbandona quella fatiscente casa perchè se lei dovesse tornare, dovrà poterlo trovare lì dove è sempre stato.
La sua vita subisce uno scossone nel momento in cui perde il suo tranquillo impiego di bibliotecario, riceve in dono da uno sconociuto un antico libro mai visto prima, ed Enola ricompare all'improvviso.
"Un libro ti salverà" è un romanzo che si fa leggere, scritto molto bene, in modo particolareggiato ma non pesante, e la storia che racconta ti cattura fin dalle prime righe.
E' una storia di misteri, intrecciata con quella di Amos, vissuto alla fine del Settecento, abbandonato in un bosco perchè figlio illegittimo, ed unitosi poi ad una carovana di artisti itineranti.
Una storia di misteri famigliari, di legami, di dolorose separazioni, di destini apparentemente ed inspiegabilmente segnati, di generazione in generazione.
Il tutto condito da un'alone di magia, quella della divinazione; i tarocchi sono il filo conduttore che unisce la storia contemporanea di Simon, Enola ed Alice (la ragazza con cui hanno condiviso l'infanzia) a quella dei loro avi.
Un romanzo con una voce narrante maschile, ma che gira intorno alle sorti delle donne della famiglia, un romanzo che secondo me merita di essere letto e apprezzato per la sua originalità e per la complessità delle sue storie.
venerdì 2 giugno 2017
" L'ultimo faro" di Paola Zannoner
" Secondo me chi sorride troppo in generale ha qualche problema, anzi, è un problema. Perchè chi sorride tanto si secca a vedere che tu non sorridi, che non sei grato..."
" E' difficile beccare il ruolo giusto al momento giusto."
Quattordici adolescenti problematici si ritrovano, perlopiù "grazie" ai rispettivi genitori, a condividere una particolare vacanza all'interno di un vecchio faro non più funzionante.
I coach hanno organizzato ogni giorno nei minimi particolari, in modo da tenerli occupati e catturare la loro attenzione il più possibile, ma ovviamente la maggior parte dei ragazzi non apprezza i loro sforzi. Essere lì con degli sconosciuti, tante regole da rispettare, programmi ben scanditi da seguire, non è proprio il sogno di ogni adolescente che si rispetti; se poi si aggiunge il fatto che in quei luoghi i cellulari non prendono, e non si possa usare nessun dispositivo che li tenga connessi al resto del mondo, beh allora si capisce la particolarità di quest'avventura estiva.
Il nuovo Young Adult della Dea scava nelle vite di quattordici ragazzi e custodisce anche un piccolo mistero legato al faro e alla sua storia.
Le descrizioni del paesaggio ci trasportano subito nel pieno dell'estate, ma i personaggi attraverso cui viene raccontata la storia sono tanti, anzi direi troppi, e per questo non ci si riesce ad immedesimare davvero in nessuno di loro, o anche solo ad affezionarsi.
I capitoli più interessanti sono quelli in cui ogni ragazzo parla di sè, si presenta al lettore, approfondisce la propria storia, anche se non tutti i personaggi risultano davvero interessanti e degni di nota.
I dialoghi risultano a mio avviso troppo corali, confusi, e scarsamente interessanti, la storia poco consistente.
Un romanzo perfetto se si ha voglia di estate e leggerezza, ma mi fermerei qui.
venerdì 28 aprile 2017
" Lo strano viaggio di un oggetto smarrito" di Salvatore Basile
" Mica la puoi afferrare come la tristezza, la felicità. E quindi sai che la puoi perdere da un momento all'altro."
" Perchè questo è il potere del tempo: cambiare i volti, trasformare l'amore in abitudine, sfumare i ricordi, distruggere i sogni, scolpire la pietra, inghiottire il mare e far morire le stelle..."
" Credo che quando sarò vecchia non mi lamenterò mai per i capelli che diventano bianchi, per le rughe che troverò sul mio viso e per tutte quelle cazzate. Perchè invecchiare è un privilegio, Michele..."
Michele ha trent'anni e vive da sempre nella casa del padre ferroviere, in una piccola stazione ferroviaria. Lavora lui stesso sui treni, si occupa di pulirli e prepararli a fine giornata per il giorno successivo. Ed è proprio su quei vagoni che Michele ha trovato negli anni tantissimi oggetti, smarriti dai passeggeri e mai reclamati, e ha iniziato a collezionarli.
Nella sua solitudine, questi oggetti sono per lui una compagnia, rappresentano quelle vite che lui non sta vivendo e che probabilmente non vivrà mai, perchè la sua vita si è cristallizzata nel momento in cui ha visto sua madre salire su un treno e non tornare più, quando lui era soltanto un bambino. In quella sua fuga senza senso, la madre si portò via il diario rosso di Michele, su cui lui annotava i suoi pensieri, promettendogli di riportarglielo un giorno.
Michele per tutti quegli anni ha atteso invano quel giorno, chiedendosi continuamente il perchè di quell'abbandono che lui ha vissuto come un rifiuto nei suoi confronti e che non è mai riuscito ad accettare.
Fino a quando ecco ricomparire il quaderno rosso, e insieme a lui una ragazza, Elena, che riesce a vedere i colori di cui è fatta l'anima di ogni persona che incontra, e che cercherà in tutti i modi di colorare l'esistenza di Michele.
Da qui inizia un viaggio sia fisico che mentale per Michele, che per la prima volta lascerà la sua rassicurante stazione ferroviaria per andare alla ricerca di sua madre e cercare di comprendere il perchè di quell'abbandono.
Il viaggio di Michele è una sorta di favola, un susseguirsi di rivelazioni alla scoperta di un mondo che nella sua vita ha finora solo intravisto attraverso i vagoni dei treni.
Ogni suo incontro rappresenta per lui una piccola o grande rivelazione, in alcuni casi piuttosto dura e sconvolgente.
"Lo strano viaggio di un oggetto smarrito" è stato un caso editoriale non soltanto italiano,
Salvatore Basile è uno sceneggiatore e un regista ma è al suo primo romanzo, da cui si potrebbe trarre senza dubbio un ottimo film.
Se la partenza è un pò in sordina, procedendo con la lettura non si può non appassionarsi alle ricerche di Michele, agli innumerevoli personaggi che incrociano la sua strada, alla storia di Elena, a quella di Laura la madre di Michele, e così via.
Una scrittura delicata che tratta con tatto e sensibilità temi molto dolorosi.
In questo libro tutto ha un senso, tutto ha una spiegazione, compatibilmente con l'irrazionalità dei sentimenti. E' una storia di smarrimento, anzi di tanti smarrimenti, in tante forme diverse, e di cerchi che si chiudono, di una speranza che ritorna sempre, nonostante tutto.
Salvatore Basile è uno sceneggiatore ma è al suo primo romanzo, da cui si potrebbe trarre senza dubbio un ottimo film.
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#salvatorebasile
giovedì 23 marzo 2017
" Le ragazze vogliono la luna" di Janet McNally
" Queste ultime parole mi danno la sensazione di precipitare, come se qualcuno mi avesse sfilato la panchina da sotto. Invece quello che penso è che voglio continuare a cadere."
Phoebe ha sedici anni, una madre, Meg, ex pop star di successo, una sorella, Luna, che a New York cerca di seguire le sue orme senza volerlo ammettere, un padre ancora sulla cresta dell'onda che non vedono da tre anni.
Phoebe viene mandata da Meg "in missione" a New York a trovare la sorella maggiore, per tentare di dissuaderla dall'abbandonare il college in nome della musica.
In realtà il compito di Phoebe verrà da subito accantonato a favore di un riavvicinamento tra sorelle, di un calarsi nella realtà newyorkese a cui Phoebe non era più abituata pur essendo nata proprio nella Grande Mela, di una amicizia speciale con uno dei membri del gruppo di Luna, e di qualcosa che riguarda Keiran, loro padre.
Ringrazio la De Agostini per avermi inviato in anteprima questo Young Adult, opera prima di autrice americana, che però, a malincuore, non mi sento di promuovere.
Il problema di questo romanzo è sostanzialmente che......non decolla. E' scritto bene, anche se con una scrittura un pò troppo prolissa per i miei gusti, ma la storia è poco strutturata, povera.
Fin dall'inizio si cerca di mettere a fuoco la trama, il soggetto della storia, ma niente, non sembra possibile, ci si perde sperando di essere sul punto di arrivare al dunque, e invece no, non ci si arriva, o forse ci si arriva ma questo "dunque" risulta un pò troppo inconsistente.
Detto ciò, ho letto moltissime recensioni positive, e pur essendo uno Young Adult ha una scrittura molto matura e particolareggiata. E' un romanzo al femminile in cui si alternano il punto di vista di Phoebe alle regressioni di Meg agli anni in cui era giovane, famosa e calcava i palchi di tutto il mondo insieme a Kieran.
E' una storia famigliare, che cerca di dipanare complicati legami e dinamiche tra sorelle, tra genitori, tra genitori e figli, sullo sfondo di una città unica come New York, descritta in modo da farti proprio venire voglia di viverla (o riviverla per chi ci è già stato).
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mercoledì 22 febbraio 2017
" Il rumore delle cose che iniziano" di Evita Greco
" -Ti ricordi quel giorno? Quello in cui mi hai detto che aspettavi qualcuno che ti tagliasse la strada. Io non so se ho tagliato la tua- vorrebbe dirle, - ma so per certo che ho perso la mia.-"
" E' dura anche per me svegliarmi tutte le mattine con te accanto e cercare tracce della meraviglia che era, all'inizio, starti vicino. E' un impegno, ritrovare quella meraviglia..."
" Le cose. Tutte le cose. Anche quelle che sembrano più difficili, anche quelle che passi mesi a prepararle, a pensarci su. Le cose accadono, e passano. E sono più facili. Più facili di quanto pensi."
Ada, abbandonata dalla madre, è stata cresciuta dalla nonna Teresa, a cui è legatissima e da cui però deve lentamente imparare a staccarsi. Purtroppo Teresa, ormai anziana, è molto malata, e le loro giornate si svolgono tra i corridoi dell'ospedale in cui è ricoverata e da cui non potrà più uscire. Proprio in quei corridoi, Ada conosce Matteo, e l'inizio della loro storia accompagna la fine della vita di Teresa; il rumore delle cose che iniziano si intreccia al silenzio delle cose che finiscono.
Questo primo romanzo di Evita Greco stupisce per la raffinatezza della scrittura, descrittiva e delicata, precisa e attenta, emotiva ma composta. La prima parte vede protagonista il forte legame tra Ada (in qualche modo alter ego dell'autrice stessa, con cui ha diverse caratteristiche in comune tra cui la dislessia) e la nonna; la loro storia, le loro piccole abitudini quotidiane, gli oggetti, i ricordi, l'amore puro e sincero che le legherà per sempre.
Nella seconda parte prende piede invece la storia tra Ada e Matteo, l'ambiguità di questa nuova conoscenza, i misteri che accompagnano Matteo e la dura realtà con cui si troveranno a fare i conti.
Il romanzo di Evita Greco parte un pò in sordina, con un ritmo piuttosto lento e colmo di minuziose descrizioni, attraversa l'anima dei suoi personaggi, commuove profondamente e soprattutto nella seconda parte appassiona. E' un bel viaggio, è un ottimo esordio, è un libro che merita il successo che ha avuto.
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sabato 11 febbraio 2017
" Tentare di non amarti" di Amabile Giusti
" Si sentiva infelice, di quella infelicità che arriva all'improvviso, senza una ragione."
" Un rapido ricordo, come un flashback accecante, mi riporta indietro nel tempo, a molti anni fa, quando anche io mi rifugiavo tra i libri in cerca di un posto migliore per vivere."
" Ma la libertà è sopravvalutata, se non hai un posto dove andare e qualcuno con cui andarci."
...E dopo una serie di libri più o meno impegnati, avevo proprio bisogno di un New Adult leggibile, e devo dire che questo lo è, coi soliti limiti dei New Adult e simili, ma lo è.
La storia è piuttosto stereotipata, come spesso accade; Penelope, anonima ventenne che vive con l'adorata nonna, lavora di notte in un locale e praticamente non ha amici (ma perchè porella questo proprio non si capisce), incontra Marcus, il bad boy per eccellenza, appena uscito sulla parola dopo quattro anni di reclusione per omicidio. Marcus non se la fila di pezza anche perchè, in prigione, ha la donna della sua vita, Francisca, più cattiva di lui ma bellissima, mentre per Penny è subito colpo di fulmine, anche perchè questo Marcus è talmente bello e prestante che tutte, e dico proprio tutte, ci provano in continuazione.
Fin qui sembra una storia ovvia e da puro romanzetto rosa, ma in qualche oscuro modo non è così.
Marcus e Penny sono due solitudini che si incontrano, si scontrano, si evitano, si odiano, si abbandonano alla passione e si arrendono alle circostanze. Sono già piegati dalle avversità delle rispettive vite nonostante la giovane età, e nonostante l'atteggiamento sprezzante e superficiale di Marcus, Penny capisce subito che di lui non può avere paura, mentre Marcus ne è assolutamente terrorizzato, perchè a poco a poco sente tutte le sue certezze crollare inesorabilmente al cospetto di questa ragazzina poco attraente e troppo ordinaria.
Amabile Giusti, autrice che non conoscevo, riesce a rendere questa storia appassionante, coinvolgente, sfaccettata, grazie anche alla sua bravura nel raccontarla da diversi punti di vista. Affronta temi quali la violenza sulle donne, lo stalking, l'infanzia che purtroppo non è sempre idilliaca per tutti, e certamente l'amore, non quello ideale ma piuttosto un amore carnale, a tratti spietato, imperfetto.
D'altro canto, come anticipato, ci sono un pò troppi stereotipi, e ho trovato alquanto esagerata la connotazione erotica che viene data al personaggio Marcus; ci sono molti passaggi davvero troppo espliciti e secondo me fuori luogo, che tolgono qualità alla storia e alla scrittura stessa...il non detto spesso risulta più affascinante e meno pretenzioso.
In ogni caso, un libro che ti fa venire voglia di continuare la lettura sperando non finisca tanto presto, merita un buon giudizio e tanto di cappello.
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#tentaredinonamarti
venerdì 13 gennaio 2017
" Essere vivi" di Cristina Comencini
" D'altronde le fotografie servono a questo, no? A ricordare le persone morte, i bambini che non siamo più, i giovani che ora sono vecchi."
" Se i cani sapessero scrivere, metterebbero molti punti esclamativi."
" Prolungava ogni cosa che stava per finire, come se solo nell'attimo finale ci fosse una probabilità di sentirsi meglio."
Anche questo romanzo è scritto da una regista che amo molto, e per questo ero curiosa di leggere un suo romanzo.
"Essere vivi" è il più recente, pubblicato nel 2016, ed è un libro prevalentemente introspettivo.
Caterina, ora madre e moglie come tante, ha alle spalle un'infanzia a dir poco scioccante; nata con un difetto congenito, una gamba vistosamente più corta dell'altra, in una famiglia povera ed ignorante, passa le sue giornate ignorata da tutti e in compagnia del cane, nel suo stesso recinto. Non riesce ad esprimersi nè a muoversi come vorrebbe e nessuno l'aiuta o si cura di lei più di tanto, sembra più che altro essere un peso per la sua prima famiglia, di cui sarà l'unica superstite a causa di un incendio, e in seguito a cui verrà adottata da una nuova famiglia.
La sua nuova madre segnerà il grande cambiamento di rotta della sua vita; una donna energica, passionale, positiva, che deciderà di renderla una ragazza normale a tutti i costi, contro ogni parere anche medico, e farà di tutto per farle cancellare il suo passato.
Caterina però ha bisogno di fare i conti con quel passato terribile, e riuscirà a farlo solo quando la madre verrà trovata morta, insieme al compagno, in una stanza di un albergo in Grecia.
Caterina dovrà riconoscere il cadavere della madre insieme a Daniele, figlio del suo compagno e per lei un perfetto sconosciuto, con cui si renderà presto conto di avere molte cose in comune.
Entrambi rivivranno frammenti della loro infanzia che avevano sepolto e dimenticato per anni, Caterina riuscirà finalmente a conoscersi per quella che è e che è stata.
La Comencini riesce ad entrare nella mente dei suoi personaggi in modo eccellente, e descrive con maestria e grande fascino i pittoreschi paesaggi greci.
Il mistero della morte della madre di Caterina e del suo compagno è l'aspetto centrale della storia, intorno a cui si snodano tutti gli altri eventi; l'incontro tra lei e Daniele, i loro visionari ricordi, i racconti delle persone con cui le "vittime" hanno vissuto gli ultimi periodi della loro vita...
Un libro impegnativo senza essere nè troppo lungo nè pesante, una lettura interessante.
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