Anzi, penso sia proprio la prima opera russa che abbia mai letto!
Per questo sono partita da un libro breve, non sapendo bene cosa aspettarmi.
"Le notti bianche" è in realtà un racconto da lui scritto in giovane età, all'inizio della sua carriera di scrittore. Ambientato nelle notti bianche estive di San Pietroburgo, narra l'incontro fortuito tra il protagonista e una ragazza trovata in lacrime per strada, Nastenka. I due si danno appuntamento per poche notti e si scambiano segreti, sensazioni, confidenze; sono due solitudini che si incontrano, due vite ancora incompiute che cercano un modo per uscire da quel torpore, da quelle esistenze finora solo sussurrate.
Il finale arriva poi secco e inaspettato, proprio come è la vita.
Un racconto molto intimo, introspettivo, che nonostante sia stato scritto nell'Ottocento risulta ancora estremamente attuale.
"Così, quando siamo infelici, sentiamo più intensamente l'infelicità altrui; il sentimento non si dissolve, ma si concentra..."
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