Mai titolo fu più azzeccato per un intreccio di storie e personaggi folli.
Stella, la protagonista, è una moderna Madame Bovary che pagina dopo pagina manda letteralmente a rotoli la propria vita e quella di chi le sta intorno, in una girandola di eventi funesti a lei funzionali.
Edgar, il marito Max e la voce narrante, come praticamente tutti gli altri uomini, sono ammaliati dalla sua bellezza e seguono o assecondano in qualche modo la sua follia, pur sfruttandola inizialmente a loro favore.
Ben scritto, a tratti adrenalinico, cupo, affronta il tema psichiatrico in modo preciso, profondo, mai scontato.
"Avrebbe dovuto sapere che l'inganno corrode l'integrità di un matrimonio, e tenerne conto, ma non lo fece. Scelse di non farlo, e da questa scelta di comodo seguì tutto il resto."
"Era questo rifiuto convulso di cedere che la costringeva a continuare la solita routine, a fare il letto e il bucato e a preparare la cena. Non lo faceva per gli altri due, lo faceva per se stessa. Per questo si aggrappò ai lavori di casa: per non perdere la ragione."
"Mi ero semplicemente comportato da psichiatra: non le avevo chiesto di essere forte, l'avevo solo portata a desiderare di esserlo."
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