Un paio di frasi che raccontano il libro. Una breve descrizione, qualche elemento che possa aiutare a cogliere l'essenza del libro ed aiutarvi a decidere se in questo momento è il libro giusto per voi.
Visualizzazione post con etichetta #garzanti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta #garzanti. Mostra tutti i post
domenica 7 giugno 2020
" Dormi stanotte sul mio cuore" di Enrico Galiano - Garzanti
" Siamo tutti silenzi in attesa della parola giusta."
" Come quando guardi un film o leggi un libro che ti prende tantissimo e a un certo punto non si sa perchè ma speri che sia tratto da una storia vera, o che almeno chi ha scritto la storia si sia ispirato a fatti realmente accaduti, ma poi alla fine compare la scritta - i personaggi sono frutto di fantasia-."
" Non trova le parole perchè il mondo è come quella città: un posto pieno di dolore, ma in cui bastano piccole schegge di bellezza per sentire tutta la meraviglia."
Mia non riesce più a sfiorare nessuno, non riesce ad avere amici, non interagisce coi compagni di classe, da quando non ha più avuto notizie di Fede.
Fede è stato in affido nella famiglia di Mia per poco più di un anno, quando Mia aveva dodici anni e lui uno di più. In quell'anno in cui sono stati "quasi fratelli", Mia è segretamente riuscita a farlo uscire dal suo rigoroso silenzio e ad insegnargli un pò di italiano (Fede è albanese), e con lui ha scoperto il primo abbraccio rassicurante ed i primi batticuore.
Improvvisamente però il ragazzo scompare dalla sua vita; i genitori di Mia lo cacciano di casa senza spiegarle il motivo, e passeranno anni fino a quando lei riuscirà a comprendere cosa fosse davvero accaduto e soprattutto chi è il vero Fede.
Premettendo che è il primo romanzo di Galiano che leggo e considerando che, da professore di scuola secondaria, si rivolge soprattutto ad un pubblico di adolescenti, posso affermare che si tratta di un buon libro, già partendo dal titolo (e considerando i titoli dei romanzi precedenti, direi che sono sempre d'impatto).
La storia che unisce Mia a Fede è una storia d'amore, un amore quasi platonico e duraturo quanto travagliato, un amore che appare spesso sbagliato, scorretto, azzardato, ma che è molto più puro di quanto sembri.
Galiano scava nei sentimenti degli adolescenti, porta a galla le loro paure, le loro debolezze, li esorta a non fermarsi alle apparenze e a non arrendersi, a lottare per trovare la loro strada.
Mia accetta quasi passivamente le scelte dei suoi amati genitori, ma crescendo si renderà conto che la sua verità, le sue sensazioni, meritano di essere tenute in considerazione, verificate, affrontate anche grazie ai saggi consigli della sua unica vera amica Margherita, sua ex insegnante dalla parlata squisitamente toscana ( seppur un pò troppo ripetitiva)...
"Dormi stanotte sul mio cuore", novità editoriale Garzanti, è un romanzo da consigliare soprattutto ai ragazzi per la sua saggezza, e allo stesso tempo agli adulti per la sua ingenuità, perchè la sua forza sta proprio in questa dicotomia; la poetica utopia di cui si nutre è in grado di catturare gli adolescenti e far sognare gli adulti, riportandoli indietro nel tempo, in quegli anni in cui tutto è così complicato quanto possibile.
Acquistabile qui:
Etichette:
#dormistanottesulmiocuore,
#enricogaliano,
#garzanti
domenica 19 aprile 2020
" L'estate più bella della nostra vita" di Francesca Barra - Garzanti
" Lei viveva in continua attesa di un riscatto sociale. E dunque tutto ciò che aveva a che fare con la memoria le puzzava di vecchio e di superato."
" A casa, a sognare l'estate più bella della nostra vita. Che però non arrivava mai."
" Solo che c'è un momento in cui ti confronti con le tue fantasie, e se rinunci diventi più forte."
Ida, Rossella e Beatrice sono tre sorelle nate e cresciute in un piccolo paese della Basilicata, un luogo da cui Ida e Rossella non vogliono e non riescono a separarsi, contrariamente a Beatrice che ha sempre mantenuto le distanze dalla sua famiglia, dai suoi compaesani, dalle sue origini, convinta di meritare di più.
La loro infanzia e adolescenza viene narrata a voci alternate da tutte e tre, permettendoci di cogliere i loro punti di vista e le loro emozioni più nascoste. Nella seconda parte invece il testimone passa ai ragazzi; i figli di Ida e quelli di Beatrice, il loro ritrovarsi, conoscersi e imparare ad amarsi sullo sfondo di quei luoghi che hanno visto crescere le loro madri.
"L'estate più bella della nostra vita" è un romanzo che parla di legami famigliari spesso complicati, di amori nati da ragazzi, di vite che cambiano irrimediabilmente e troppo presto, di luoghi che ti entrano dentro per restarci per sempre.
Personalmente, ho trovato la prima parte molto promettente ed interessante; i punti di vista delle tre sorelle, le loro personalissime sensazioni, i loro sogni, fanno sperare in una sviluppo della storia migliore di quanto poi si riveli nella seconda parte in cui i protagonisti diventano degli adolescenti dei giorni nostri e la narrazione diventa piuttosto banale e piatta, perde l'intensità con cui era partita.
Quello che resta invariato dall'inizio alla fine è invece l'amore dell'autrice per i luoghi in cui lei stessa è nata, che traspare da ogni descrizione e trasporta il lettore in quei paesini arroccati, su quelle spiagge incontaminate, ne fa sentire gli odori, percepire le atmosfere.
"L' estate più bella della nostra vita" è un romanzo intriso di positività, di speranza, di buone intenzioni, una lettura piacevole soprattutto in questo periodo in cui avremmo tutti bisogno di una vera e calda estate.
Etichette:
#francescabarra,
#garzanti,
#lestatepiùbelladellanostravita
domenica 28 luglio 2019
" Ogni piccola cosa interrotta" di Silvia Celani - Garzanti
" Ogni piccola cosa interrotta della nostra vita rimane come una sassolino nella scarpa che, a ogni passo, ci procura dolore. Possiamo decidere di smettere di camminare del tutto, oppure possiamo sfilarci la scarpa e liberarci del sassolino. Non gettandolo via, ma conservandolo nel palmo della mano, dove non ci farà più così male."
" Le case parlano. Le case sussurrano, bisbigliano, mormorano. Le case confabulano, rivelano, confessano, confidano. E quando lo fanno, le case non mentono. Quando lo fanno, le case sono trasparenti come biglie di vetro; svelano tutto delle vite che le te l'hanno attraversate, possedute, riempite, vissute."
" - L' amore che riceviamo durante l'infanzia rimane in fondo alle nostre tasche, così, ogni volta che ne sentiamo la necessità, possiamo accertarci che sia sempre lì, affondandovi una mano.-"
Vittoria vive una vita esternamente perfetta; nel quartiere più in di Roma, in una casa principesca, ha a sua disposizione tanti soldi, ha molti amici, molti divertimenti, frequenta con successo l'università ed è una bella ragazza.
Ultimamente però le manca spesso il fiato, come fosse in apnea, e alcune mancanze iniziano a sembrarle insopportabili; l'indifferenza totale di sua madre nei suoi confronti, e il fatto di non ricordare quasi nulla della sua infanzia e soprattutto del suo amato padre.
Ritrovando nell'armadio della madre un sacchettino contenente i frammenti di un vecchio carrillon rosa, decide di tentare di capire il perchè di questi suoi incolmabili vuoti, imbarcandosi in quella che si rivelerà una lunga, delicata e sofferta ricerca nel suo passato e dentro di sè.
Romanzo di esordio di Silvia Celani, "Ogni piccola cosa interrotta", novità editoriale Garzanti, è un elogio alle nostre imperfezioni, agli inevitabili strappi della vita, a tutte quelle cose rotte ma poi ricomposte, che diventano se possibile ancora più belle proprio grazie a quelle crepe, come suggerisce un'antica arte giapponese, il kintsugi.
La storia di Vittoria è una storia di rinascita, che parte da una forte mancanza di amore ricevuto e di amore per se stessa, soprattutto a causa del disastroso rapporto che ha con l'anaffettiva madre fin dai suoi primi anni di vita.
Proprio questa mancanza di amore conduce Vittoria ad indagare dentro se stessa e a riprendere in mano i pochi e confusi ricordi della sua infanzia, intraprendendo un viaggio doloroso quanto indispensabile e appassionante, imparando a dire dei no e a riscoprire l'amore in tutte le sue forme.
"Ogni piccola cosa interrotta" è una storia di contenuti importanti raccontata con parole semplici ed essenziali, un'opera prima di grande effetto che ci regala un'altra scrittrice dall'alto potenziale.
Etichette:
#garzanti,
#Ognipiccolacosainterrotta,
#SilviaCelani
domenica 13 gennaio 2019
" L' apprendista geniale" di Anna Dalton (Garzanti)
" Io non avevo mai ricevuto porte in faccia ma solo perchè non avevo mai bussato."
" Non c'è niente che ti fa sentire allo stesso momento parte di qualcosa e separato da tutto come vivere a Venezia."
" Tutte le felicità sono uguali, ma le sofferenze sono diverse tra di loro."
Andrea ha diciotto anni ma ha vissuto poco la sua adolescenza; ha perso la mamma (irlandese) da qualche anno, vive sola col padre in un piccolo paese, ama molto studiare e non ha praticamente mai avuto amici. Il suo sogno è diventare un'affermata giornalista come lo era sua madre, e sembra quasi concretizzarsi quando riesce a vincere una borsa di studio per un prestigioso ed internazionale college di Venezia.
Da quel giorno la sua vita prenderà una piega del tutto inaspettata; da subito entrerà a far parte di un affiatatissimo gruppo di amici, troverà un lavoro che le permette di arrotondare le spese del college, e per la prima volta scoprirà anche l'amore.
L'opera prima di Anna Dalton (che scopro ora essere una giovane attrice italiana di origini irlandesi e dai rossi capelli,come Andrea), è un godibilissimo romanzo che parla di giovani con famiglie e culture diverse, ma con un unico sogno; diventare giornalisti. Non calciatori, soubrette, modelle o fashion blogger, e quindi già per questo meriterebbe un'ovazione. La gioventù di cui ci parla Anna Dalton sogna e lo fa in grande, studia e riflette, si diverte ma con garbo, si ubriaca come tutti i giovani di ogni generazione fanno, ma soprattutto si impegna per ottenere un risultato.
"L'apprendista geniale" è un romanzo ben scritto, scorrevole e ironico ma non banale; racconta la vita e i ritmi del Longjoy, questo esclusivo college situato su un'isoletta della laguna veneziana, e ne descrive così bene le atmosfere ed il paesaggio, che fa venire voglia di tornare a Venezia e di riscoprirla aldilà delle orde di turisti a cui siamo purtroppo abituati.
Andrea è una protagonista fantastica, che merita a pieni voti il proprio riscatto sociale e ci fa tifare per lei pagina dopo pagina.
Non è un romanzo d'amore nonostante se ne parli molto; è principalmente un romanzo che parla di amicizia e di sogni, di porsi degli obiettivi e di tentare seriamente di raggiungerli.
Mi sento di consigliare questo libro per una piacevole lettura, e di esortare l'autrice a continuare a scriversi e cimentarsi magari in qualcosa di più impegnativo, senza perdere la sua arguta ironia.
Etichette:
#annadalton,
#garzanti,
#l'apprendistageniale
giovedì 27 dicembre 2018
" Tu sei parte di me" - Garzanti
" Mia madre era diventata buona in seguito a un ictus e quella bontà improvvisa le era stata fatale!"
" Mi chiedo perchè alla maggioranza delle persone non piaccia l'inverno. Non c'è niente di deprimente in questo periodo dell'anno. È solo attesa prima di qualcos'altro."
" Bisognerebbe sempre avere un nome che corrisponda a ciò che siamo, altrimenti tutta la nostra vita diventa una bugia."
Tenevo molto a leggere questa raccolta di racconti, il cui tema è la maternità ed il rapporto madre-figlia, e devo dire non mi ha delusa.
Le autrici erano già una garanzia, i racconti sono completamente diversi uno dall'altro e mostrano tutte le sfaccettature dell'essere mamma tra dubbi, contraddizioni, morbosità, fragilità, nostalgie, ricordi.
Si inizia con Federica Bosco e il suo racconto "La diva", che parla di una madre frustrata per la fine della carriera di attrice, l'unica cosa che davvero le importava e le importeà per tutta la vita, a discapito dei suoi figli e soprattutto dell'unica femmina che non le assomiglia in alcun modo.
Il secondo racconto è "La donna di ghiaccio" di Cristina Caboni, la cui protagonista è una donna in carriera rimasta incinta di due gemelli, che decide di dare alla luce senza parlarne col padre. Una donna indipendente, forse fin troppo, abituata a fare sempre di testa sua senza preoccuparsi delle conseguenze, nemmeno se riguardano i suoi stessi figli.
Si continua con Valentina D' Urbano e il suo "Fame", che nel suo inconfondibile stile inizia con "Mia madre è pazza." E la madre è pazza in questo caso è pazza davvero; una ex modella che cerca la sua personale rivalsa nella carriera (non voluta) della figlia, costringendola alla fame e a sacrifici inauditi.
Evita Greco in "Siamo noi la nostra casa" parla di un trasloco e di un cambiamento di vita di una madre e della sua adorata bambina; un racconto delicatoed introspettivo tipico dell'autrice.
Clara Sanchez con "Il mio cioccolatino" scrive di un fatto di cronaca realmente accaduto in Spagna nel 2014; un rapporto madre-figlia incredibilmente morboso e malato che porterà a risvolti assolutamente tragici ed inquietanti.
Carmela Scotti con "Adua" ci porta in un mondo di disperazione; una donna tradita dal marito e allontanata per anni dalla figlia, una donna indotta alla follia, fragile, innocente, la cui vita e quella della figlia viene completamente distrutta da un uomo privo di scrupoli. Una storia struggente, impossibile da dimenticare.
Chiude la raccolta Simona Sparaco con "Il giorno Zeta", che dà voce alla stanchezza di una neo mamma e ad un attimo di disattenzione che le cambierà la vita.
Difficile, forse impossibile raccontare la maternità, e ogni autrice di questa raccolta ci prova a modo suo, cogliendo sfumature ed emozioni differenti, in un'opera sicuramente da non perdere.
giovedì 1 novembre 2018
" Per lanciarsi dalle stelle" di Chiara Parenti - Garzanti
" La ragazza che non aveva paura di niente è stata uccisa dal Terrore. Io, invece, terrorizzata dalla vita, sono ancora qui."
" -Quello che ci serve, piccola, è solo un unico, singolo, magnifico istante senza paura. È in quell'istante che si fanno le cose più impensabili.-"
" Perchè se c'è una cosa che ho capito da tutta questa impresa è che sono proprio le cose che non voglio fare quelle di cui ho più bisogno."
Comincio subito col dire che ogni volta che leggo un libro di Valentina D'Urbano, per fortuna o purtroppo quello che viene dopo è molto probabile che deluderà le mie aspettative e ci metterò molto tempo a finirlo, è quasi sempre così e il povero "Per lanciarsi dalle stelle" di Chiara Parenti non ha fatto eccezione.
Pur essendo un romanzo fresco, scorrevole, semplice, ci ho messo tantissimo tempo a finirlo, c'era qualcosa che mi bloccava e ora vedremo il perchè.
La storia aveva buone premesse; Sole ha circa venticinque anni, una vita fatta di routine, lavoro in un supermercato, vita sociale ridotta ai minimi termini in un paesino sul mare del Molise, genitori un pò anziani che l'hanno cresciuta nella bambagia per la paura di perderla, e soprattutto un'amica del cuore, Stella (notare i nomi delle due amiche...), che è (come spesso, troppo spesso oserei dire, accade) l'esatto opposto. Stella si butta a capofitto nella vita, ama le novità, il rischio, è sempre sorridente e intraprendente, cerca inutilmente di spronare l'amica a cambiare, a buttarsi, a vivere appieno la sua gioventù, ma con scarsi risultati, almeno fino al tragico giorno in cui perde la vita in un attentanto a Parigi.
Da quel giorno la vita di Sole prenderà una piega totalmente diversa, soprattutto quando troverà una lettera ed un regalo lasciatole dall'amica; un lancio col paracadute e l'invito ad iniziare a superare le sue mille paure, ad iniziare a vivere davvero.
Trasportata dal grande dolore per la perdita dell'amica, Sole stila una lista delle tante paure che la limitano da quando era bambina e si prefigge di affrontarne almeno una al giorno, aiutata da Samantha, figlia adolescente della sua odiata collega Serena, che creerà anche un blog su cui condividere le esperienze di Sole, e da Massimo, fratello maggiore di Stella, di cui Sole è ovviamente segretamente innamorata da secoli.
Piano piano Sole uscirà dal suo guscio, conoscerà persone nuove, capirà di poter avere prospettive differenti, affronterà il dissenso dei suoi genitori e soprattutto capirà che la paura va affrontata, non evitata come aveva fatto fino ad allora.
Dicevo che le premesse sono buone perchè il punto di partenza della storia, il tema della paura , delle debolezze personali, sono significativi, il modo in cui l'autrice descrive i sentimenti, le scene più intime, sono a tratti poetiche, però però però...
Qualcosa non torna; una protagonista adulta che vive e ragiona come un'adolescente alle prime armi, una lista di paure spesso poco credibili come il modo di affrontarle, questo sempre poco credibile cambiamento radicale di vivere e pensare, il fatto che nessuno in tutta la storia le faccia notare di essere sì paurosa, ma pure infantile e fastidiosa, e anzi la trovino tutti meravigliosa, unica, stimolante (???). Per questi motivi, il romanzo si classifica più come una sorta di Young Adult secondo me, perde quella credibilità e serietà che avrebbe dovuto ottenere da protagonisti già adulti e risulta a tratti stucchevole e poco realistico.
Resta comunque una lettura godibile e ricca di spunti di riflessione, frasi da annotare, piacevoli storie d'amore (un pò troppo perfette e romanzate per quanto mi riguarda), e luoghi da riscoprire.
Etichette:
#chiaraparenti,
#garzanti,
#perlanciarsidallestelle
giovedì 6 settembre 2018
" Vorrei che fosse già domani" di Miriam Candurro e Massimo Cacciapuoti
"Il fatto che a sua madre non potesse nascondere nulla lo aveva sempre affascinato fin da bambino. Era incredibile quella sua capacità. Forse è una caratteristica delle mamme. Sono connesse sempre con l'anima dei figli."
" Paolo si era reso conto di quanto potesse essere emozionante lasciarsi andare al destino."
Paolo e Cristina sono da qualche mese compagni di classe al Liceo scientifico, ma non si sono mai parlati, anzi Cristina sembra proprio ignorare l'esistenza del nuovo arrivato.
Hanno però una cosa in comune; entrambi, dopo esperienze piuttosto difficili, hanno deciso di rendersi invisibili, di non instaurare nessun tipo di rapporto di amicizia, di sopravvivere o vivere in sordina.
Non avevano però preso in considerazione il fatto che due esistenze simili spesso, in qualche modo, si incrociano; gli sguardi si incontrano, le rispettive stranezze diventano significative agli occhi dell'altro, e ignorarsi diventa impossibile, cercarsi necessario.
"Vorrei che fosse già domani", novità editoriale Garzanti, è una storia d'amore delicata, introspettiva, ma è soprattutto una storia di crescita, di diversità, di adolescenza.
Scritto a quattro mani e narrato a due voci ma in terza persona (elemento che non gioca mai a favore del lettore, a mio parere), è un romanzo interiore, psicologico, dal ritmo lento ma significativo, una storia che affascina e fa riflettere.
Paolo e Cristina sono due personaggi di grande forza e personalità nonostante la giovane età, e soprattutto non risultano mai banali o poco credibili.
Una lettura consigliata, soprattutto ai lettori più giovani che spesso sono i destinatari di storie d'amore scontate, prevedibili e mal scritte. Una perla di finezza e delicatezza nel panorama dei cosiddetti "Young Adult", un romanzo molto piacevole anche per un pubblico più adulto.
eccolo qui:
Etichette:
#garzanti,
#MassimoCacciapuoti,
#MiriamCanduro,
#vorreichefossegiàdomani
domenica 10 giugno 2018
" Eleanor Oliphant sta benissimo" di Gail Honeyman
"Ci sono giorni in cui i miei legami con la terra mi sembrano così labili che i fili che mi tengono fissata al pianeta sono sottili come una ragnatela, come zucchero filato."
"Mi rendevo conto che sarebbe stato utile parlarne con qualcuno. Lo ricordavo dal passato. A quanto pareva, parlare faceva bene e aiutava a dare alle preoccupazioni la giusta prospettiva."
"Dovevo far succedere qualcosa, qualsiasi cosa. Non potevo continuare a passare accanto alla vita, sopra, sotto, attorno."
Caso editoriale internazionale, edito in Italia da Garzanti,"Eleanor Oliphant sta benissimo" è l'opera prima della scrittrice scozzese Gail Honeyman.
Narrato in prima persona proprio dalla protagonista Eleanor, trentenne con una vita ordinaria fatta di ufficio, casa, routine e tanta solitudine, rischia di essere una storia piuttosto triste e piatta, ma appunto rischia soltanto.
Eleanor è un personaggio pieno di contraddizioni, soprattutto all'inizio può risultare persino insopportabile con la sua apparente ristrettezza mentale, con le sue paranoie, le sue insopportabili pignolerie, il suo dire sempre ciò che pensa anche se assurdo e per niente rispettoso.
Eleanor è anche dissacrante, spiritosa e leggera nonostante la sua vita tutt'altro che semplice; affronta tutto con uno spirito fondamentalmente ottimista, si crogiola nella sua solitudine ma in realtà aspetta solo di essere salvata.
Come una normale trentenne single, Eleanor lavora, interagisce quel poco che basta con colleghi con cui non condivide nulla e che anzi la trovano stramba e pure piuttosto sfigata, torna a casa, beve vodka e non ha nessun tipo di vita sociale, anzi perlopiù ignora la maggior parte delle convenzioni sociali.
L'incontro con Raymond, un suo coetaneo e collega da lei ignorato e mal considerato, e in seguito con l'anziano Sammy, segneranno lentamente un punto di svolta nella sua vita, fatta di ricordi incompleti e tragici che hanno segnato la sua complessa personalità.
La gentilezza e la capacità di ascoltare sono ciò di cui Eleanor aveva bisogno, doti sempre più rare nella nostra scoietà, dove non soltanto chi è vedovo, anziano, malato, può essere vittima di una spietata solitudine senza sbocchi, pur vivendo ogni giorno in mezzo a migliaia di persone.
Proprio scoprendo che esistono anche persone gentili, in grado di ascoltare e di non giudicare, Eleanor riuscirà pian piano ad aprirsi e a svelare i segreti che si celano dietro le sue manie e dietro alle spietate conversazioni telefoniche con la madre detenuta.
Una protagonista indimenticabile, che incarna perfettamente il signifcato della parola "resilienza".
Una scrittrice di sensibilità rara, che sa scavare nell'anima di individui spesso invisibili, ritenuti strani o disprezzati per il loro non conformismo. Sa dargli voce e sa andare oltre alle apparenze, alla superficialità collettiva, usando una scrittura minuziosa e delicata.
Un romanzo straordinario, perchè Eleanor Oliphant non sta benissimo, ma ha un insegnamento per tutti noi, anzi più di uno.
Etichette:
#eleanoroliphant,
#GailHoneyman,
#garzanti
mercoledì 2 maggio 2018
"Chiedi al cielo" di Carmela Scotti
" Lei non era più un essere umano, era l'assenza di suo figlio fatta carne, tutto il suo corpo era fatto di quell'assenza, tanto che a volte si stupiva di non diventare lei stessa invisibile."
"Chi decide di ammazzarsi si porta con sé tutte le persone che lo hanno amato, e non lascia superstiti."
" Si può diventare tutt, il dolore ti porta dove vuole, ti cancella e ti rimodella come creta."
Anna è sordomuta da quando era ragazzina, ha un marito non proprio adatto a lei ma quel che conta e per cui vive è Luca, l'adorato figlio di nove anni.
Nel momento in cui Luca scompare, la sua vita va letteralmente in frantumi, come va in frantumi quella di Giona, il vicino di casa, chirurgo, che vive col figlio adottivo ventenne Leonardo da quando la moglie Paola è venuta a mancare.
Due storie, due disperazioni che si intrecciano e si confortano a vicenda, mentre intorno a loro la realtà assume contorni sempre più oscuri e misteriosi, che Giona intende dipanare a costo della sua stessa incolumità e nonostante non sia mai stato propriamente un uomo d'azione.
"Chiedi al cielo", novità editoriale Garzanti e seconda opera di Carmela Scotti (finalista al premio Calvino col primo romanzo), non è um libro semplice, per niente. Affronta temi forti come quello della pedofilia e del suicidio, descrive una realtà dura, angosciante, a cui nessuno vorrebbe mai pensare ma che è più verosimile di quanto vorremmo mai ammettere.
Anna e Giona sono fondamentalmente due persone sole e fragili; Anna vive nel suo rassicurante silenzio, Giona trovava sicurezza nel suo lavoro, fino a quando le loro solitudini iniziano lentamente a tenersi a braccetto permettendogli di intravedere di nuovo uno spiraglio di vita a cui nessuno credeva più.
La scrittura dell'autrice è da considerarsi impeccabile, ha uno stile classico e particolareggiato che fa pensare ai grandi romanzieri di una volta, ed è riuscita a dare alla storia una svolta noir che appassiona il lettore fino all'ultima pagina.
Etichette:
#carmelascotti,
#chiedialcielo,
#garzanti
sabato 10 marzo 2018
"Nient'altro al mondo" di Laura Martinetti e Manuela Perugini
" Maria, ti ricordi quando sei stata un anno all'estero a studiare?(...)
Quasi non ti riconoscevo. Eri libera nello spirito e nell'aspetto. (...)
Nei tuoi occhi, lo scintillio di chi non ha lacci. Lacci di casa, di scuola. La tua era una bellezza selvaggia, spontanea. Nulla di artefatto. Solo vita, assaporata fino allo spasimo.
Ti ho invidiata. (...)
Ma i lacci sono stati più forti e ti hanno riportata indietro. Hai rinunciato a parte di quello scintillio che non ho più rivisto.
In fondo tutti noi lo facciamo, con l'età adulta."
" Avevo paura di rivedere in un figlio naturale le mie imperfezioni unite a quelle di mia madre, la mia inadeguatezza oltre che la sua, la nostra incapacità di stare al mondo e di vivere senza sofferenza."
" I sentimenti non sono mai puri. Gioa contaminata dalla paura della perdita.
Dolore contaminato dalla speranza del cambiamento."
Alma e Maria sono amiche dai tempi della scuola; diverse eppure complementari, come spesso accade nelle amicizie di lungo corso. La loro amicizia però non si perde negli anni, ma muta e si adatta alla lontananza, al tempo che passa ma non basta mai, alle rispettive vite amorose, e soprattutto alla voglia di essere madri.
Alma ha avuto la fortuna di una giovinezza felice e spensierata, con una famiglia pressochè perfetta, tutto è sempre stato semplice per lei, è arrivata all'età della maternità praticamente indenne da ogni forma di dolore. Maria al contrario ha già toccato con mano la sofferenza, la solitudine, la morte, ma entrambe sono arrivate a quel punto della vita in cui, in un modo o nell'altro, si fanno i conti con la voglia, ma anche la paura, i dubbi dell'essere madri.
Ringrazio la Garzanti per avermi inviato questa novità editoriale, un romanzo la cui prima particolarità è l'essere scritto a quattro mani, da due scrittrici che, come le protagoniste di questa storia, sono prima di tutto due grandi amiche, e grazie a questo riescono a cogliere le tante sfumature, i tanti mutamenti che subisce nel tempo un'amicizia nata sui banchi di scuola.
Le voci di Alma e Maria si alternano nel raccontare le rispettive vite, e la bravura delle autrici sta tutta nell'indagare nelle pieghe delle loro esistenze, nel cogliere le loro paure, debolezze, sensazioni, emozioni, nel far parlare le loro anime senza mai risultare noiose o patetiche.
"Nient'altro al mondo" è un romanzo scritto con raffinatezza e sapienza, delicatezza e sincerità, è un romanzo al femminile che mette a confronto due destini nel momento cruciale della maternità, ma che soprattutto celebra la forza delle donne.
Iscriviti a:
Post (Atom)









