Un paio di frasi che raccontano il libro. Una breve descrizione, qualche elemento che possa aiutare a cogliere l'essenza del libro ed aiutarvi a decidere se in questo momento è il libro giusto per voi.
martedì 2 gennaio 2018
" Remember - Un amore indimenticabile" di Ashley Royer
"Le persone più taciturne hanno le menti più chiassose: la mia grida in cerca d'aiuto, ma le mie labbra non si muovono."
" - È come la vita, immagino.Cambia di continuo e non sai mai cosa succederà. Devi solo essere preparato ad accettare quello che ti riserva.-"
Rieccomi con un romanzo tipicamente "Young Adult", gentilmente offertomi dalla DeA; una trama che mi attirava e mi riempiva di speranze di ritrovare uno Young Adult non etichettabile come tale, come mi è accaduto in passato, quando alcuni romanzi prettamente dedicati ad un pubblico giovane, mi hanno piacevolmente sorpresa.
Non è questo il caso purtroppo, ma chiariamo; il romanzo si legge con piacere, è piuttosto ben scritto, ma si percepisce che è stato scritto da una ragazza molto giovane (ha avuto un enorme successo su Wattpad, e finora non ho avuto esperienze positive con questi "fenomeni"), non ci sono sfumature, è tutto nerissimo o bianchissimo.
I protagonisti non sono stereotipati, questo no (se spesso in questo genere di romanzi si sprecano le descrizioni fisiche, stranamente qui non se ne trovano affatto!); Levi è australiano e vive un periodo molto buio dopo la morte della sua amata ragazza Delia. Da quel giorno Levi non parla più, se non attraverso il suo telefonino, la sua vita si è letteralmente fermata e non vede alcuna via d'uscita. Quando la madre decide di mandarlo momentaneamente a stare negli Stati Uniti dal padre, con cui non aveva più molti rapporti, la situazione sembra precipitare per lui, ma la nuova vita nel Maine gli riserverà parecchie sorprese.
La partenza è buona; il tema della depressione nei ragazzi, la mancanza di dialogo con gli adulti, la ricerca della felicità o quantomeno di un proprio posto nel mondo, sono validi motivi per iniziare la lettura, che però procedendo diventa a mio avviso sempre meno realistica...il povero Levi rischia di sembrare una macchietta a causa della quantità di lacrime che versa in continuazione, le persone che incontra sul suo cammino sono tutte, indistintamente, eccezionali ed irreprensibili nei suoi confronti, tutto sembra improvvisamente fin troppo semplice.
A suo favore posso affermare che si tratti di una storia assolutamente ottimista, in grado di infondere speranza e positività, cosa che non guasta soprattutto nei confronti di un pubblico giovane.
Se avete voglia di una lettura scorrevole, di una storia piacevole senza troppe aspettative, di positività, questo libro fa al caso vostro, nonostante il sottotitolo...
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mercoledì 13 dicembre 2017
"Ci vediamo un giorno di questi" di Federica Bosco
" Nel mio mondo pieno di spigoli lei era una piacevole imbottitura."
" -Lo capirai quando avrai figli. Da quel mmento in poi succede che non riesci a essere felice al cento per cento se sai che la tua bambina non sta bene.-"
" Non ci rendiamo conto della nostra serenità fino a quando non ci viene strappata di mano come un palloncino dal vento. E quando l'abbiamo persa ci sembra impossibile avere avuto una vita normale."
" In ogni caso, come ho già detto, Cate di uomini non aveva mai capito niente. Ma chi ci ha mai capito qualcosa, in fondo? Alla fine cerchiamo tutte nostro padre."
Un libro che tratta temi importanti risulta necessariamente cupo e pesante? Spesso sì, ammettiamolo, ma ci sono anche delle piacevoli eccezioni ed è questo il caso del romanzo di Federica Bosco, autrice di numerosi romanzi ma che io ho conosciuto grazie a "Ci vediamo un giorno di questi", uscito lo scorso settembre con Garzanti.
Non voglio svelare troppo di questa storia; io l'ho letta senza sapere minimamente di cosa parlasse, se non di una grande amicizia, e ho scoperto pagina dopo pagina quante corde potesse toccare.
Vi dirò soltanto che la voce narrante è quella di Ludovica, che ripercorre la storia della sua amicizia con Caterina, iniziata ai tempi della scuola, e quindi la storia delle loro vite, da sempre intrecciate indissolubilmente una all'altra nonostante le forti differenze tra le loro personalità.
Ludovica ha alle spalle una famiglia regolare, è abitudinaria, insicura, un'osservatrice, mentre Caterina si tuffa a capofitto nella vita, nonostante non abbia alle spalle grandi sicurezze.
Caterina illumina l'esistenza di Ludovica, ma forse è vero anche il contrario...e tra relazioni mal riuscite, nuovi inaspettati incontri, viaggi senza paracadute, dure prove da superare insieme, leggendo questo romanzo ci si chiede come possa trasmettere tanta leggerezza, nonostante tutto.
E allora si perdonano anche alcune licenze poetiche un pò stucchevoli, alcuni dialoghi un pò improbabili, nei ringraziamenti dell'autrice si capiscono le sue ottime intenzioni, il suo bisogno di far pace con delle situazioni con cui deve aver avuto a che fare realmente, di chiudere un cerchio che spesso nella realtà non sembra possibile chiudere, o almeno non come vorremmo.
"Ci vediamo un giorno di questi" è un'ironica celebrazione della vita e dell'amicizia, delle piccole cose quotidiane e della forza di noi donne, che a volte non sappiamo neppure di avere ma che quando la scopriamo...beh, ne vale la pena, come vale la pena leggere questa storia di due amiche che, ne sono certa, ci resteranno nel cuore.
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mercoledì 18 ottobre 2017
"Becco di rame" di Alberto Briganti
Sottotitolo "La più bella favola per bambini tratta da una storia vera".
Per la seconda volta recensisco un libro per bambini e lo faccio perchè sia la storia, sia l'autore ed i protagonisti, lo meritano davvero.
Becco di Rame è il soprannome di Ottorino, un'oca Tolosa adottata ad un mercato toscano da Alfredo e Gisella quando era ancora un cucciolo. La vita di Becco di Rame inizia nel migliore dei modi, in armonia con gli altri animali della grande casa nella campagna toscana dei suoi proprietari, che lo adorano e lo accudiscono come un figlio.
Una notte, mentre dorme nella casetta di legno insieme ai suoi compagni pennuti, Becco di Rame sente un fortissimo rumore e si trova faccia a faccia con una volpe che ha tutta l'aria di volersi mangiare uno dei suoi amici più piccoli. A quel punto la nostra eroica oca non si lascia intimorire e affronta la volpe, rimettendoci però buona parte del suo becco, indispensabile per mangiare, bere e continuare a vivere felicemente come le altre oche.
Proprio quando sia lui che Alfredo e Gisella stanno per perdere le speranze, ecco che il veterinario più famoso della zona, che ha salvato tantissimi animali di specie diverse, trova una soluzione; costruire un becco che possa sostituire quello originale ormai perduto, e per farlo utilizzerà proprio il rame!
A quel punto il nostro piccolo eroe potrà tornare a vivere e sarà per sempre un'oca speciale, proprio grazie al suo nuovo e luccicante becco.
Becco di Rame e il veterinario che l'ha salvato girano spesso per le scuole, per raccontare la loro incredibile storia e per dimostrare ai bambini che non bisogna mai perdere la speranza e che la diversità non è un difetto, piuttosto un valore aggiunto.
La loro storia insegna il rispetto per tutti gli animali, anche per quelli comunemente destinati all'alimentazione, e non meno intelligenti dei cani e gatti che abitualmente popolano le nostre case.
Inoltre la Fondazione Becco di Rame promuove la pet-therapy per i bambini con protesi e per pazienti affetti da disturbi dell'alimentazione, aiuta atleti disabili e finanzia il recupero di animali selvatici in dificoltà.
Insomma un impegno a tutto tondo, un libro semplice, ben scritto e correlato da immagini molto belle (opera del figlio dell'autore), un protagonista indimenticabile per ogni piccolo lettore, e la possibilità di acquistare anche lo splendido audiolibro.
Becco di Rame è acquistabile on-line tramite il sito www.beccodirame.com o su Amazon (dove potete trovare anche l'audiolibro).
venerdì 13 ottobre 2017
" Sangue giusto" di Francesca Melandri
" Migrare è un gesto totale ma anche molto semplice: quando un vivente in un posto non può sopravvivere, o muore o se ne va."
" Perchè per qualsiasi altro essere umano la realtà in cui vive, più o meno compatibile con quella degli altri, non è la stessa. Non è solo che la vive in modo diverso, che la giudica in modo diverso, che la interpreta in modo diverso: è un'altra. Il centro del mondo di ognuno è quel punto in mezzo ai suoi occhi, alla radice del suo naso e questo vale per tutti, anche le persone più generose e altruiste."
Dall'ultima mia recensione è passato un pò di tempo, e il motivo è che mi sono cimentata nella lettura di un'opera (perchè chiamarlo romanzo è riduttivo) piuttosto impegnativa e fisicamente ingombrante (521 pagine a me gentilmente offerte da Rizzoli), ovvero l'ultimo libro di Francesca Melandri, di cui avevo già recensito lo splendido "Eva dorme".
Se "Eva dorme" era un romanzo con ampi cenni storici, in "Sangue giusto" la parte storica è predominante e trattata con ammirevole meticolosità che non lascia nulla all'immaginazione o all'approssimazione.
Francesca Melandri è scrittrice estremamente precisa; ogni suo personaggio, ogni scena narrata, ogni ambientazione, vengono approfonditi con una tecnica di scrittura unica, puntigliosa e fluida allo stesso tempo, che ci permette di diventare spettatori e non soltanto lettori, per tutta la durata del libro.
La storia italiana dai primi del Novecento ad oggi (2010 e infine 2012) viene indagata in ogni sua piega; si va dalla Prima Guerra Mondiale alla conquista dell'Etiopia, dove il protagonista indiscusso Attilio Profeti, combatte e si crea una sorta di vita parallela. Si passa per la Seconda Guerra Mondiale, l'ascesa del Fascismo, fino ad arrivare ai giorni nostri, al potere di Berlusconi e infine alla sua lenta disfatta. Si parla di corruzione, di segreti di Stato, ma soprattutto di immigrazione ed emigrazione, di come i conquistatori italiani hanno sfruttato, umiliato e dato il peggio di sé in Etiopia, Eritrea, Libia.
In un giorno qualsiasi Ilaria, una dei figli di Attilio, scopre di avere un fratellastro etiope, e capisce ciò che ha sempre pensato, ovvero che non si conoscono mai del tutto nemmeno i propri genitori.
"Sangue giusto" è un romanzo importante, che ci fa riscoprire una parte della nostra storia italiana che solitamente conosciamo troppo poco perchè anche a scuola le si dà misteriosamente poco peso. Ecco perchè sarebbe un libro da includere nel programma didattico di ogni scuola italiana; perchè per esprimere opinioni sulla storia e la politica attuale, bisogna prima conoscere bene ciò che è avvenuto prima, bisogna capire cosa sia il fenomeno dell'immigrazione di cui ormai ci si riempie sempre più la bocca.
Grande merito a Francesca Melandri, e agli italiani che vogliono davvero CAPIRE.
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domenica 10 settembre 2017
" La ragazza del passato" di Amy Gentry
" ...alzarsi dal letto ogni mattina per affrontare un mondo in cui il peggio è già accaduto e io in qualche modo sono ancora viva."
" ...ho sempre odiato l'idea che al mondo nessuno fosse in grado di sapere cosa pensavano gli altri. Il fatto che nessuno sarebbe mai entrato nella mia testa mi faceva sentire terribilmente sola."
Premetto che non sono un'appassionata di gialli e thriller, quindi forse non sono la persona più indicata a recensirne uno, e di solito opto per altri generi, ma in questo caso ho sentito il "richiamo" de "La ragazza del treno", romanzo che mi aveva piacevolmente stupita. (La ragazza del treno)
Complice quindi il titolo, la copertina e la trama, ho sperato mi coinvolgesse come il suddetto romanzo, e ho iniziato la lettura con grandi aspettative; questo forse il mio errore.
La trama era appunto promettente: Anna e Tom sopravvivono dopo otto anni dalla scomparsa della figlia maggiore Julie, all'epoca appena adolescente, e mentre si apprestano a cenare con la seconda figlia Jane, rientrata per pochi giorni dal college, aprono la porta di casa ad un'apparente sconosciuta...una poco riconoscibile Julie.
Il suo arrivo e ciò che porta con sè sconvolgerà la loro vita, e farà in modo che Anna inizi a nutrire dubbi su di lei, su Tom, su Jane e metterà in discussione le loro complicate esistenze.
Fin dalle prime righe, la sensazione che mi assale è CONFUSIONE.
Soprassedo e proseguo speranzosa nella lettura, ma niente...la confusione cresce, si moltiplica, e fa perdere i contatti con la storia e soprattutto con l'anima dei personaggi (fattore decisivo ne "La ragazza del treno", definibile infatti thriller psicologico), in un susseguirsi di flashback, cambi di ambientazione, voci narrative, punti di vista, nomi, personaggi, spazi temporali. Probabilmente è un mio limite, visto che mi capita anche guardando alcuni film, ma continuavo a perdere il filo della storia e mi smarrivo in questa infinita distesa di personaggi e regressioni davvero poco chiare.
La scrittura di Amy Gentry, qui al suo esordio letterario, è indiscutibilmente buona, piacevole, ricca, ma non riesce a salvare le sorti di un romanzo poco catalogabile e piuttosto faticoso da leggere, nonostante le premesse fossero molto buone. Nemmeno il finale riesce a risollevare le sorti della storia, anzi l'ultimissima parte risulta persino piuttosto lenta e noiosa.
Insomma un'occasione mancata per un'autrice senza dubbio promettente, che speriamo ci stupirà nelle prossime opere.
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domenica 27 agosto 2017
" Il giorno che aspettiamo" di Jill Santopolo
" -Ho paura di avere mille sogni che non riuscirò mai a realizzare. Che questo mi renderà furioso e amareggiato, e che finirò per far male a chiunque mi stia attorno.-"
" Secondo gli scienziati la memoria olfattiva è quella che meglio conserva i ricordi. Io ne sono più che convinta. Quando ho affondato il viso nella tua camicia, mi sono ritrovata catapultata indietro nel tempo."
" Mi volevi perchè ero fatta in quel modo. Darren mi voleva, sì, ma a dispetto di com'ero fatta."
Lucy e Gabe si conoscono all'università, una mattina di settembre, non un giorno qualsiasi bensì l'11 settembre 2001. Assistono alla tragedia delle Torri Gemelle dal tetto dell'università di New York in cui studiano entrambi, esperienza che legherà per sempre le loro vite, ma che allo stesso tempo le dividerà.
Da qui inizia la loro storia, una storia apparentemente perfetta e indissolubile, che sarà invece costellata di scelte, distanze, improvvisi ritorni, strade completamente differenti.
E' la stessa Lucy che ripercorre dettagliatamente i passi della loro storia e della sua vita con e senza Gabe, attraverso una lunga lettera indirizzata proprio a lui.
Lucy parla di Gabe, il grande amore o forse, per meglio dire, la grande passione della sua vita, e gli parla di Darren, l'uomo che ha sposato e con cui ha avuto due figli. Fa continuamente paragoni tra i due, al punto che il povero Darren riesce a risultare un personaggio "disturbante" nonostante si faccia andar bene molte cose che un uomo normale non accetterebbe nemmeno lontanamente.
D'altro canto Gabe resta un pò una sorta di personaggio mitologico, di cui sappiamo poco se non che ha anteposto la passione per il suo lavoro, la passione per la vita, a quella che nutriva nei confronti di Lucy; la sua intenzione di partire, mollare tutto per fare il fotografo in zone di guerra e precisamente in Iraq e poi a Gaza, è per lui indiscutibile e Lucy non se ne fa una ragione.
Gabe non vuole fare la fine del padre; uomo intrattabile perchè perennemente insoddisfatto della sua vita e del suo lavoro. Vuole essere diverso, vuole seguire quella che sente essere la sua passione, e Lucy da parte sua non è da meno, tiene parecchio alla sua carriera, e non intende sacrificarla...
Due vite che si allontanano e poi si ritrovano, nel corso di tredici anni di narrazione e di eventi storici a noi piuttosto vicini, in una lettera che verso la fine assume toni drammatici ed inaspettati per rivelare un ultimo, potente segreto.
Caso editoriale 2017, stampato in oltre 30 Paesi, è l'opera prima di Jill Santopolo, che ha saputo tenere incollati alle pagine migliaia di lettori..e come????
Questo resta per me il segreto di questo libro; nonostante l'autrice ripercorra la vita della protagonista in modo fin troppo dettagliato, nonostante non si tratti onestamente di una vita tanto interessante, non si può non appassionarsi e non trovarsi a ripensare a Lucy e Gabe anche a distanza di tempo.
Evidentemente, Jill Santopolo ha seguito, come il caro vecchio Gabe, quella che era la sua passione, e le è andata decisamente meglio.
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martedì 1 agosto 2017
" Tutta colpa di un like" di Lorena Lorici
" Era lei con le sue fissazioni dovute alla miriade di libri che aveva letto, che aveva trasformato uno squallido allupato in un cavaliere romantico e un pò pasticcione."
" Incredibile come le cose vengano percepite diversamente se si cambiano le proprie convinzioni."
Ho scoperto e letto questo nuovissimo romanzo grazie alla casa editrice BookTribu, che si pone come obiettivo quello di scovare e pubblicare autori emergenti, sia in formato digitale che cartaceo.
Una fantastica idea e un compito certamente non facile, che però in questo caso direi piuttosto riuscito.
"Tutta colpa di un like" ha un titolo che parla da sè; la vita sociale, amorosa, quotidiana, ai tempi dei social network e in particolare di Facebook.
Quanto ci influenzano, quanto tempo occupano nella nostra quotidianità, quanto possano influire sul corso delle nostre esistenze.
Cleopatra detta Cleo è una quasi quarantenne in procinto di pensare alle nozze con Silvio, dal quale viene però improvvisamente scaricata tramite un laconico messaggino su Whatsapp.
Seguono per lei mesi piuttosto duri, fino a quando la nipotina Federica non la introdurrà all'incantato mondo dei social e la obbligherà ad iscriversi a Facebook, invitandola a postare solertemente selfie e stati d'animo, e ad accettare le più disparate richieste di amicizia.
Richieste che arrivano a raffica, dato che Cleo gestisce la storica libreria ereditata dalla nonna russa, e conosce tantissime persone.
Da quel momento la sua vita sarà sempre più influenzata dall'uso dei social, prima per mera curiosità e poi per vera dipendenza, e la porterà a conoscere tipologie maschili tra le più disparate (e patetiche aggiungerei), ad intessere nuove ed interessanti amicizie, a scoprire lati nascosti di personaggi apparentemente insospettabili.
Ho trovato questo romanzo una lettura piacevole, fresca, leggera ma con interessanti spunti di riflessione. E' sicuramente una storia al femminile; Cleo è una donna a tutti gli effetti nonostante si occupi principalmente di libri e fosse inspiegabilmente rimasta tagliata fuori dal mondo social. E' bella, educata, di buona famiglia, ha un armadio degno di Sex and the city, un paio di amiche fidate e molto single come lei, pratica Pilates e cerca il vero amore.
La storia è semplice e narrata in modo scorrevole, condita di effervescente ironia, ricca di personaggi (alcuni forse un pò troppo stereotipati) che forse non si prendono mai del tutto sul serio, in primis la protagonista.
L'autrice Lorena Lorici è al suo esordio letterario, insegna Pilates e ha qualche punto in comune con Cleo, ma specifica la storia sia tutta frutto della sua immaginazione e sottolinea la fatica di scriverla nonostante la consapevolezza che non si tratti della "Divina Commedia".
E' vero, non lo è; la scittura risulta un pò acerba e a tratti imprecisa, protratta per qualche capitolo di troppo, ma trovo abbia buone potenzialità e questo suo primo romanzo sia una storia piacevole, non troppo impegnativa senza però peccare di superficialità.
Il finale lo definirei aperto, quindi aspettiamo fiduciosi le prossime avventure della nostra Cleo...(si appassionerà ad Instagram o Twitter, o resterà fedele al caro vecchio Facebook?).
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