domenica 6 marzo 2016

" Perfect " di Alison G. Bailey


" Se la perfezione non esiste, allora perchè esiste una parola per descriverla?"

" No, io manterrò la mia felicità sotto la media. Ho avuto un assaggio di come ci si sente quando si comincia a cadere, e mi ha quasi distrutta. Forse non vivrò mille vite di felicità, ma almeno non finirò in un milione di pezzi."

" L'unica cosa perfetta è il nostro presente, perchè nel presente possiamo respirare, muoverci, provare emozioni."

Romanzo edito da De Agostini, collana Young Adult, che uscirà l'8 marzo (giorno in cui sarà diponibile sugli on line store a soli 1,99 euro!), e che ho potuto (grazie,grazie,grazie) leggere in anteprima.
Ci ho messo circa tre giorni, ma avrebbero potuto essere tre ore, perchè sappiate che non appena inizierete a leggere questa storia...così, giusto per curiosità, giusto per capire di che si tratta, magari poco prima di dormire...ecco, non dormirete più, ne resterete intrappolati e le tenterete tutte ma proprio tutte per convincervi a chiuderlo e ad aspettare il giorno seguente per riaprirlo.

"Perfect" è una storia d'amicizia e d'amore; quella tra due ragazzi, Amanda e Noah, che sono letteralmente nati e cresciuti insieme, e che dovranno fare i conti con le trasformazioni che accompagnano l'adolescenza e di conseguenza le loro emozioni e i loro sentimenti reciproci.
E' la storia raccontata dal punto di vista di Amanda, che Noah chiama affettuosamente Tweet (per via di Titty il grazioso uccellino giallo, i social network non c'entrano ), che da sempre fa i conti con la perfezione incarnata dalla sorella maggiore Emily e che vede più o meno in qualsiasi altra persona meno che in se stessa. Per questo motivo metterà più volte in serio pericolo la cosa più importante della sua vita, il rapporto con Noah, che incarna lui stesso la perfezione e che non l'abbandonerà mai veramente, nemmeno quando la vita li metterà davvero a dura prova.

Raccontata così la trama può sembrare poca cosa, ma vi assicuro che questo libro sconvolge, emoziona, commuove, lascia col fiato sospeso fino alla fine, non lo si vorrebbe mai finire e soprattutto quando finisce manca.
Non so quale sia il suo segreto, perchè alcuni personaggi possono sembrare piuttosto stereotipati e per la maggior parte sono tutti molto belli, atletici, attraenti, ma la storia, la scrittura, le dinamiche, funzionano "perfettamente", per restare in tema.

La scrittura di quest'autrice che non conoscevo coinvolge irrimediabilmente, ci parla in modo semplice e diretto, ci spinge dentro la storia senza se e senza ma, senza potervi porre resistenza, descrive con sensualità le scene più passionali senza mai cadere nella volgarità, e ci fa credere persino alla capacità di Noah di comparire ovunque!
Riesce a farci sentire Amanda, e ce la fa amare incondizionatamente, soprattutto quando capirà l'importanza di vivere il presente, con i relativi rischi e per la pura felicità di quell'attimo, da cui fugge da troppo tempo e che rischia di perdere per sempre.










giovedì 3 marzo 2016

" Quello che provo per te" di Valentina Facchini



" Avrei dovuto esserne felice, invece ero triste per lei, perchè sapevo cosa si viveva in un mondo dove lui non ti amava."

 " ...la passione del primo amore, la passione del grande amore, quella che forse solo a vent'anni ti permetti di provare perchè poi i problemi della vita ti assorbono e la passione cede il passo ad altro."


" Quello che provo per te" è un New Adult autopubblicato dall'autrice, e si legge davvero in pochi giorni o addirittura in poche ore.
Sapevo si trattasse di una storia di amore tra ragazzi molto giovani, ma devo ammettere che le prime pagine mi sono sembrate eccessivamente adolescenziali e banali e ho continuato la lettura un pò scettica.
Beh, sono contenta di averlo fatto.
Andando avanti infatti il libro prende forma, la storia si struttura e acquista significati tutt'altro che banali.

Greta ci riporta indetro ai tempi del liceo, quando più o meno tutte abbiamo avuto un amore platonico e impossibile che ci ha tolto il sonno e tanto altro; il suo modo di mitizzare Daniele rasenta la follia tipica dell'età e ce la fa amare subito incondizionatamente. Nel suo caso però qualcosa sembra proprio muoversi e andare nel verso giusto; davvero questo amore non è poi così impossibile? Davvero Daniele non è così bello e irraggiungibile come le sembra?
Quella che potrebbe rivelarsi una bella e appassionata storia d'amore si trasformerà in qualcosa di più, qualcosa di inaspettato e più grande di loro, qualcosa che non potrà non toccare le corde più scoperte di ognuno di noi.

Se non avete voglia di commuovervi, non leggete questo libro, ma rinuncerete ad una storia d'amore e a dei personaggi non facili da dimenticare.




domenica 28 febbraio 2016

" Un semplice gesto di tenerezza" di Akli Tadjer


" Perché fai questo per me, Adèle?
  Per lo sguardo che hai saputo posare su di me."

" Da un lato speravo che l'operazione riuscisse, perchè nessuno merita di essere cieco. Subito dopo 
  mi sorprendevo a sperare che l'intervento fallisse per tenerlo tutto per me."


"Un semplice gesto di tenerezza" è un romanzo d'amore piacevole e non scontato, delicato ma non troppo, romantico ma non stucchevole, ambientato a Parigi (e già per questo ha un valore aggiunto).
La protagonista Adèle è una tipa apparentemente un pò sfigata perchè all'alba dei trent'anni è single non per scelta, non ha un'eclatante vita sociale perchè in fondo non la vuole, esteticamente non è una gran bellezza, ma soprattutto dirige un'impresa di pompe funebri ereditata dai genitori.
In realtà Adèle è una tipa tosta, che non si piega ai conformismi, che tira dritta per la sua strada, che se la cava bene sul lavoro ironizzando sulla morte e su ciò che le gira attorno, e soprattutto affronta a suon di tubetti di latte condensato il confronto con la sorella maggiore Rose, bellissima e perfetta, e l'affascinante e sensualissima coinquilina Leila.
Ovviamente ad Adèle manca l'amore con la A maiuscola, dopo varie storie sfortunate e a volte nemmeno mai iniziate, dopo una gioventù passata a far da tappezzeria.
L'incontro con Lèo è folgorante ma non privo di ostacoli, perchè purtroppo Léo non vede se non qualche ombra, e come scoprirà poi Adèle ha alle spalle un passato non banale e anche un pò ingombrante.
La cecità di Léo si rivela essere non solo un ostacolo, ma anche una sorta di protezione e rifugio per Adèle così insicura e scontenta del suo aspetto fisico...nonostante questo riuscirà ad affrontare la situazione di petto, a testa alta, andando contro le sue antiche insicurezze e lottando per regalare una possibilità a Léo nonostante tutto.

Ho trovato in questo libro una protagonista sorprendente, per niente patetica, una Bridget Jones alla francese
che meriterebbe solo il lieto fine.
L'ironia tiene alto il morale di tutta la storia e riesce a non renderla pesante; insomma una lettura piacevole, da commedia romantica.


" I perduti tasselli della felicità" di Giusy Aloisio


" Be', forse è per questo che la gente si ammala, per ricordare lo scopo della propria vita: vivere."

" Questa volta non sarei rimasta a guardare, avrei preso in mano la mia vita per farne ciò che davvero volevo: niente."

Non amo fare recensioni negative e speravo davvero di apprezzare questo libro, opera prima di una scrittrice giovanissima, ma così non è stato.
Non so dire esattamente cosa non funzioni; la storia è realistica, ispirata a fatti di cronaca all'ordine del giorno, è una storia molto forte e cruda, narrata in prima persona da Caterina, sedicenne nata e vissuta in un povero borgo del Sud Italia privo di opportunità ma imbevuto di omertà.
Caterina ha una famiglia degradata; padre violento e madre depressa che aspira solo al suicidio e a rinfacciare il suo fallimento di donna alla figlia adolescente.
In un vortice di eventi funesti Caterina conoscerà Salvatore, il suo grande amore platonico, ma anche qui non potrà sperare nel lieto fine, non ancora...

Ecco le premesse c'erano, ma la scrittura non coinvolge, non sono riuscita ad appassionarmi abbastanza, ad affezionarmi alla protagonista. Forse è tutto troppo breve (144 pagine) e concentrato, poco approfondito, i capitoli sono brevissimi e si tende a perdere sfumature, emozioni, sfaccettature.

Un romanzo che non mi è entrato nel cuore, con mio grande rammarico.


martedì 23 febbraio 2016

" L'amore non è mai una cosa semplice" di Anna Premoli


" Questa specie di sensazione inebriante è qualcosa di divino, e non mi rendo conto di come possa aver passato tanto tempo senza sentire fin dentro le ossa questa specie di connessione magica con un altro essere umano."

" Quindi, appurato che, per qualche mistoerioso motivo, tra tutta la gente che hai incontrato nella tua vita proprio QUELLA persona specifica - magari la più imperfetta - è anche l'unica che ti fa battere il cuore, non rimane che seguire l'istinto e lottare. E non perchè si è romantici o pratici. No. La verità è che spesso si segue il cuore perchè ci si sente una vera schifezza senza quel pezzettino che ci hanno strappato via.
Quindi non è questione di scelta. 
Proprio per niente."


Non conoscevo l'autrice e ho deciso di leggere questo romanzo dopo aver letto qualche recensione qua e là. Confesso che all'inizio stavo per abbandonarlo, mi sembrava qualcosa destinato a lettori poco più che adolescenti, ma poi la storia mi ha catturata e non me ne sono pentita.
Lavinia e Sebastiano vivono a Milano e frequentano lei la Bocconi e lui il Politecnico, si conosceranno grazie ad un progetto che unisce le due università e che inizialmente pare a tutti una cattivissima idea.
Sebastiano e è un vero nerd e sembra non volersi aprire in nessun modo alla personalità socievole e spigliata di Lavinia, che però da subito si porrà come obiettivo quello di portarsi a casa i crediti necessari alla laurea e per cui l'aiuto di Seb è indispensabile, e riuscire ad abbattere quei muri inspiegabilmente indistruttibili che li separano.

Di sicuro è una storia leggera, giovane, senza drammi nè tragedie, è la semplice (si fa per dire) storia di un amore, dell'inizio di un amore, che ci riporta tutti indietro nel tempo; alla fase della conoscenza, alle sue difficoltà, a quei dubbi e quelle insicurezze così destabilizzanti che regalano però emozioni uniche e irripetibili.

Ecco, la chiave del successo di questo romanzo è tutta lì; ci tiene incollati alle pagine perchè ci fa rivivere emozioni spesso dimenticate, sopite nella quotidianità della vita adulta, e lo fa in modo esemplare e con tanta ironia, facendoci davvero tornare indietro nel tempo, a quel primo bacio, a quella prima litigata, a quella prima volta...

Un salvifico tuffo nel passato.Vale la pena? direi proprio di sì.


giovedì 18 febbraio 2016

" Acquanera" di Valentina D'Urbano


" Aveva un odore strano. Non riuscivo ad accettarla fino in fondo.
  Però mi voleva bene, e le persone che ti vogliono bene non le scegli tu.
  Sono loro che scelgono te, e non puoi fargli cambiare idea, mai. Non ti dimenticheranno e non
  smetteranno mai di volerti bene. O di voler bene al tuo ricordo." 

" Sei coraggiosa perchè mi vuoi bene, e a me non mi vuole bene quasi nessuno. E' facile amare quelli
  che sono amati da tutti. Essere amato ti rende bello. Ma per amare qualcosa che nessuno vuole,
  serve coraggio."

" Il cielo è azzurro e freddo dovunque, pensai, in qualunque parte del mondo. Dovunque stai è uguale,
  quello che hai te lo porti dentro."


"Acquanera" è un romanzo apparentemente molto diverso dai precedenti della stessa autrice, ma le emozioni che riesce a trasmettere attraverso la sua scrittura unica sono sempre molto forti.
Diverso solo apparentemente, perchè in fondo ci sono diversi punti in comune con Il rumore dei tuoi passi e Quella vita che ci manca; l'ambientazione decadente (non siamo più alla "Fortezza" ma Roccachiara non è da meno), i protagonisti ai margini, la solitudine, un amore non convenzionale, una storia "maledetta", legami viscerali e autodistruttivi.
Tre generazioni di donne unite dallo stesso destino sfortunato; vivere a Roccachiara, un paesino di mille anime arroccato sopra un lago scuro che fa paura, ed essere isolate dalla comunità perchè considerate delle streghe, o portatrici di sfortuna.
Elsa, Onda e Fortuna; nonna, madre, figlia che non saranno mai una vera famiglia.
Elsa che cresce Onda da sola ma fallisce nel suo ruolo di madre e recupera poi in quello di nonna, facendo da madre a Fortuna.
Onda dominata dalle sue capacità di parlare con i morti, e totalmente incapace di amare e di essere madre.
Fortuna che vuole essere diversa, che vuole sfuggire a quel destino già scritto, anche grazie all'amicizia e ai sentimenti che la legheranno per anni a Luce.
Luce che è contenta di quello che ha, Luce che non ha nulla, Luce che viene evitata dal mondo perchè su di lei aleggia un'ombra sinistra, un'ombra scura che forse solo Onda può vedere.

Definire questa storia è quasi impossibile; un noir? una storia dai risvolti metafisici? Non lo so e forse non è importante; ciò che importa è che anche questa volta l'autrice ci emoziona, ci stupisce, ci coinvolge, ci fa amare questi strani personaggi nonostante tutto, scava nelle profondità meno edificanti dell'animo umano e ci trascina verso un finale inaspettato.
Leggendolo, ho trovato diverse analogie con "L'amica geniale" di Elena Ferrante, l'amicizia tra Fortuna e Luce soprattutto mi ha riportata spesso a pensare a quel libro che ho molto amato.

"Acquanera" è senza dubbio un romanzo da leggere, facendosi trasportare in quell'atmosfera dominata da un lago che tradisce, proprio come fa la vita, proprio come fanno le persone. E' un romanzo che ti segna, che non si dimentica.

Ancora una volta, lode a Valentina D'Urbano.






lunedì 15 febbraio 2016

" La notte che ho dipinto il cielo" di Estelle Laure


" I ricordi scivolano via, se non trovi il tempo e il modo di farli restare."

" La maggior parte delle persone passa la vita a vacillare. Non si concedono mai di cadere, neanche
   di provarci. Vanno avanti a fare quello che pensano di dover fare. Non cercano mai di scoprire 
   qual'è la loro vera natura, perchè significherebbe tirare fuori un coraggio che molti non hanno."


Novità editoriale concessami in anteprima dalla De Agostini, fa parte della collana Young Adult ed è reduce da un grande successo negli Stati Uniti.
Lucille non ha ancora compiuto diciotto anni quando la madre, ufficialmente partita per una vacanza, abbandona lei e la sorellina di dieci anni Wrenny.
Da quel momento la vita di Lucille inizia ad andare in pezzi ed è costretta a crescere all'improvviso; bollette da pagare, la sorellina da accudire, una casa da mandare avanti, continuando però a studiare e facendo i conti con un padre che non ha saputo far fronte alle sue responsabilità e ha mandato a rotoli l'equilibrio della famiglia.
Per sopravvivere e tentare di non far troppo pesare la situazione a Wrenny, Lucille dovrà mettere da parte la sua timidezza e mettersi in gioco su tutti i fronti, con l'aiuto della sua migliore amica Eden e del suo gemello Digby, con cui è cresciuta.
In questa storia, che ho trovato eccezionale e ho letto in modo compulsivo in un paio di giorni, i sentimenti sono i veri protagonisti e non hanno mezze misure.
L'amore di Lucille per sua sorella, che tenta di proteggere come può e la induce a cercare di tenere segreta la loro disperata situazione, evitando che i servizi sociali distruggano quel poco che è rimasto della loro famiglia.
Il sentimento di amicizia profonda che lega da anni Lucille ad Eden e che saprà andare contro il destino, anche quando sembra sfuggir loro di mano e travolgerle con la sua spietata fatalità.
L'amore taciuto per Digby, che invade ogni cellula del corpo e della mente di Lucille, che non la fa respirare, che la fa illudere e subito disilludere e le rende tutto ancora più complicato ma la fa sentire viva nel bene e nel male.
L'affetto nonostante tutto per i genitori, che pensa di odiare ma che scoprirà di essere ancora in grado di perdonare e riaccogliere se mai succederà.
La solidarietà da chi meno se la aspetterebbe, da quegli "angeli" di cui ignora quasi l'esistenza e che ci ricordano che forse a volte non c'è solo cinismo ed indifferenza intorno a noi, forse non siamo poi così soli come crediamo.

Un libro bellissimo, capace di risvegliare in noi la forza struggente delle emozioni che si provano soltanto durante l'adolescenza, e che per questo ci tiene incollati alle pagine sperando che non arrivi mai l'ultima.
Un romanzo d'esordio capace di commuovere, stupire, destabilizzare il lettore senza tanti artifici e ricorda ad ognuno di noi "quella notte che abbiamo dipinto il cielo", perchè per tutti c'è almeno una notte così.