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giovedì 14 gennaio 2021

"Un' amicizia" di Silvia Avallone - Rizzoli

 

 


 " Sperimentai l'enorme potere che hanno gli oggetti di rilasciare gli odori e le voci che hanno assorbito."

" Sapevo che una madre conteneva due estremi e passava dall'uno all'altro senza preavviso. E tu potevi odiarla finchè volevi, ma poi arrivava sempre la necessità fisica di farti abbracciare e accettare."

"Perchè i genitori, senza i figli, forse non litigherebbero mai, non si lascerebbero."

"Il futuro procede per sottrazioni, non aumenta nulla, solo la nostalgia."

 Elisa vive in una cittadina del Piemonte con la stravagante madre Annabella ed il fratello maggiore; un'infanzia complicata alle spalle, la mancanza del padre da cui viene improvvisamente costretta a stabilirsi in età adolescenziale. All'improvviso si troverà a dividere la casa con il padre che è per lei uno sconosciuto, ad iniziare un nuovo liceo in una piccola città di mare Toscana, ad essere sempre considerata quella nuova, quella diversa, quella straniera, e se già dove viveva prima non brillava per vita sociale, la faccenda ora si complica ancora di più. Un giorno, non sa bene come, stringe amicizia con l'invidiata Beatrice Rossetti; un'amicizia complicata, a tratti disfunzionale, una ragazza completamente diversa da lei, determinata, appariscente, sempre impeccabile, concreta, cinica. La voce narrante è quella di Elisa che, ormai trentaquattrenne dei giorni nostri, ripercorre il passato vissuto a T e poi a Bologna con Beatrice, i loro alti e bassi, la loro passione reciproca, le invidie, le incomprensioni, fino al vero punto di rottura avvenuto 13 anni prima, quando Beatrice stava per diventare per il mondo "la Rossetti", influencer di fama mondiale.

Un'amicizia al femminile quella che racconta la bravissima Silvia Avallone (di cui ho amato tanto il pluripremiato "Acciaio"), un'amicizia potente, tossica, totalizzante. Due personalità così diverse (Elisa si sente sempre inadatta, si nasconde, non stringe facilmente amicizia, si tuffa nei libri, ama la cultura, la politica; Beatrice invece è un caterpillar, prende la vita di petto, deve brillare e brillerà) accomunate da un background familiare incerto, difficile.

Elisa ripercorre i giorni della loro adolescenza fino ai tempi dell'università a Bologna, e lo fa descrivendo con affetto e nostalgia quei luoghi che dava per scontati, ricordando i tempi in cui Beatrice scopriva il potere di internet e lei passava i pomeriggi a fotografarla suo malgrado, e lo fa col disincanto dell'età adulta e di chi sa quanto siano ormai diverse e lontane le loro rispettive vite. La rabbia che Elisa prova per Beatrice, per l'indifferenza che le ha riservato l'amica negli ultimi tredici anni, si scontra con quel legame sottile ma allo stesso tempo indissolubile che non riesce a cancellare mai del tutto. Elisa si sente sempre piccola e fuori luogo al cospetto di Beatrice, e le due rappresentano una dicotomia tipica dei nostri anni; l'essere, il vivere rispetto all'apparire. L'esplosione dei social network ci pone davanti all'amletico dubbio "apparire è davvero l'essenza dell'essere, davvero per esistere bisogna raccontarsi, soprattutto attraverso le immagini, e davvero si deve sempre apparire al meglio, in immagini patinate, simulando una perenne felicità che il più delle volte è solo un'illusione?".

" Per quanto possa sembrare folle Bea, tu, mostrandoti ogni giorno, ogni ora, non hai fatto altro che nasconderti"...proprio così. Beatrice si mostra per nascondere al mondo il suo passato, il suo essere, mentre Elisa nascondendosi chiede di essere finalmente vista, considerata, in perenne attesa di un riscatto che tarda ad arrivare.

martedì 7 aprile 2020

"Da dove la vita è perfetta" di Silvia Avallone - Rizzoli




" Che ne sapeva lui, di cos'era un'amicizia femminile? C'era sempre una quota d'amore viscerale, tra due donne, altrimenti si trattava solo di conoscenti."

" Era un narratore, non un protagonista. Non poteva vivere una vita sua, solo quelle degli altri."

" Cercava lo scontro, lo voleva. Perchè se niente aveva senso, allora tanto valeva distruggere tutto."

" Pensò che era una delusione, dopo. Dopo aver sognato, voluto, desiderato. La realtà era sempre diversa."

" Perchè i luoghi sono persone, di più: è dove rimangono per sempre le persone."
 
Adele ha solo diciassette anni quando la vita la pone davanti ad una scelta troppo difficile per la sua età. Manuel vuole uscire da quella realtà decadente in cui è nato e cresciuto, ma lo fa nel modo sbagliato. Dora ha un matrimonio quasi felice, ma non può vivere senza diventare madre e con Fabio, suo marito, tenta qualsiasi strada, in un percorso che li deteriora come coppia e come individui. Zeno è solo un ragazzo, ma non vive per assistere la madre gravemente depressa, e spia Adele dalla finestra di casa.
Intorno a loro ruotano numerosi altri personaggi, la realtà dei "Lombriconi", un quartiere degradato di una periferia qualsiasi, storie di genitori imperfetti, di figli disperati, di fratelli, sorelle, mariti, madri.
Storie di scelte, decisioni, fughe, rabbia e voglia di riscatto, disperazione e autodistruzione, di chi tocca il fondo per poi risalire, o almeno tentare, ma anche di chi lo tocca per sprofondare ancora più giù.

Silvia Avallone è l'autrice di "Acciaio", un romanzo a me molto caro, uno di quei romanzi che ti restano dentro, mentre "Da dove la vita è perfetta" è uscito nel 2017.
La sua scrittura è sempre molto efficace, il suo parlare di periferie, di "ultimi", non solo "ultimi" in ordine di ceto sociale, il dar voce anche agli aspetti più bui e distruttivi presenti in ognuno di noi, sono la sua cifra stilistica.

Non si può dire che questo non sia un bel romanzo, ma è un romanzo forse fin troppo corale ed ambizioso; i personaggi sono tanti, le storie si alternano continuamente, sarebbe un libro da leggere quasi tutto d'un fiato per evitare di perdere continuamente il filo.
Non so se sia stata solo una mia impressione ma, andando avanti di pagina in pagina, si ha come la sensazione di essere sempre in attesa di un "climax" che sembra non arrivare mai.
Insomma una buona lettura, una brava scrittrice, ma non una piena promozione.