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lunedì 31 luglio 2023

"Tre ciotole - Rituali per un anno di crisi" di Michela Murgia - Mondadori

 


 

Finalmente sono riuscita a leggerlo!  IL libro.

Quello di cui abbiamo sentito tanto parlare, quello di una delle persone che ammiro di più per tanti, svariati motivi, che seguo da tempi non sospetti e che ogni giorno mi dà un motivo in più per ammirarla e per rimanere incantata quando la sento parlare.

Per questo non darò un giudizio vero e proprio sulla sua ultima (e direi ampiamente autobiografica ma non solo) opera in quanto sarei troppo di parte; mi limiterò a dire che mi ha fatto lo stesso effetto di quando appunto la ascolto parlare sui social o in tv, mi ha incantata, e lascerò parlare il libro...


" Quel che già sapevo era che odiavo le ore fisse dei pasti. L'ora di pranzo, l'ora di cena, l'ora della colazione, il dogmatismo, l'idea che ci fosse un tempo giusto per ficcarsi la roba in bocca, il concetto stesso di calendario dell'appetito mi causava ribrezzo."

" ...perchè io i bambini li detesto. Non alcuni bambini, ma proprio tutti. Non esistono bambini buoni o cattivi, sono categorie sciocche, è proprio il fatto che sono bambini a renderli odiosi."

 

"...è una faccenda di probabilità, chi decide sbaglia sempre più di chi non deve decidere."

 

P.S. LEGGETELO.



lunedì 30 settembre 2019

"Morgana - Storie di ragazze che tua madre non approverebbe" di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri - Mondadori









" L'interpretazione che Morgana ha dato del tempo è quella che ne dà la giovinezza, l'unico spazio della vita in cui ci si può prendere il lusso di essere più temerarie che sagge, più irruenti che misurate, vive come non saremo mai più."

" Tutti noi ogni giorno moriamo un poco e quindi ci serve diventare amici della morte, è molto importante." (Marina Abramovic)

" Io penso che l'arte, la letteratura, la musica, il teatro siano la migliore forma di educazione perchè sono una forma di autoaffermazione. Lo stai facendo per te stesso." (Vivienne Westwood)

" Se scegli un perchè invece che un per chi, vivrai e morirari sola, le donne che scelgono se stesse perdono infatti il diritto alla felicità."




Morgana, dal personaggio mitologico della saga di Re Artù, rappresenta la figura della donna politicamente (e anche umanamente) scorretta, non ha la positività della donna semplicemente emancipata, è qualcosa di più. Morgana, come suggerisce il sapiente sottotitolo, è una donna completamente fuori dagli schemi, anche da quelli più moderni e all'avanguardia, è il personaggio scomodo, è tutto ciò che non si può considerare prettamente femminile.

Le storie narrate in questo romanzo sono tratte dai celebri podcast delle due autrici, e sono quelle di dieci donne molto diverse tra loro; Moana Pozzi, Caterina Da Siena, Grace Jones, sorelle Bronte, Moira Orfei, Tonya Harding, Marina Abramovic, Shirley Temple, Vivienne Westwood, Zaha Hadid.
Storie che si leggono d'un fiato, appassionanti, interessanti, forti, non soggette a compromessi.
Queste dieci donne si possono amare come odiare, si possono considerare folli oppure geniali, ma di sicuro non si può loro negare il merito di aver vissuto esattamente come volevano, senza preconcetti, senza imposizioni, senza seguire nessun tipo di moda, indicazione, ordine.
Morgana è un romanzo che parla di donne libere, e ne parla in modo superbo perchè con un'autrice come Michela Murgia non potrebbe essere altrimenti.

eccolo qui:

lunedì 8 luglio 2019

" Accabadora" di Michela Murgia - Einaudi




 " - Non dire mai: di quest'acqua io non ne bevo. Potresti trovarti nella tinozza senza manco sapere come ci sei entrata.-"

" Durante quel viaggio Maria si ingegnò per non dormire mai, nemmeno un'ora. Il tempo le servì tutto per farsi accabadora dei suoi ricordi, e trattare gli avvenimenti che l'avevano portata a quella decisione come persone da far salire o meno sul traghetto per il continente."



Tra le letture che mi mancavano e che rimandavo sempre dando la priorità alle novità editoriali, non poteva mancare questo primo romanzo di Michela Murgia, scrittrice che ho conosciuto grazie alle sue recensioni televisive, che apprezzavo moltissimo, e di cui non avevo mai letto nulla.

"Accabadora" è il suo secondo romanzo, uscito nel 2009, e ha vinto diversi premi tra cui il Campiello.
Ambientato nella Sardegna (sua terra di origine) degli anni Cinquanta, parla del rapporto tra la vecchia Bonaria e la figlia adottiva Maria, bambina nata in una famiglia molto povera e che, misteriosamente, Bonaria decide di chiedere come "fill'e anima" alla madre, assicurando così a Maria una vita più semplice, un'istruzione e una maggiore disponibilità economica.
La vecchia Bonaria però ha una doppia vita; spesso di notte viene chiamata da altre famiglie del paese, sparisce per qualche ora e rientra a casa senza mai spiegare nulla alla bambina.
Maria scoprirà soltanto molto tempo dopo che la madre adottiva è l'accabadora; una donna che, su richiesta delle famiglie e soltanto in casi veramente molto gravi, praticava l'eutanasia nella tradizione sarda dei secoli scorsi.

Il tema dell'eutanasia, sempre molto controverso in Italia, è stata la carta vincente di questo romanzo, scritto in maniera eccelsa, con uno stile pulito, descrittivo senza risultare pesante, preciso senza diventare prolisso.
Un romanzo che parla di legami, di tradizioni, di una terra complicata e bellissima, di personaggi dipinti con grande cura, dell'ineluttabilità della morte.
"Accabadora" consacra Michela Murgia ed entra secondo me a pieno titolo tra i classici italiani.