Un paio di frasi che raccontano il libro. Una breve descrizione, qualche elemento che possa aiutare a cogliere l'essenza del libro ed aiutarvi a decidere se in questo momento è il libro giusto per voi.
lunedì 30 settembre 2019
"Morgana - Storie di ragazze che tua madre non approverebbe" di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri - Mondadori
" L'interpretazione che Morgana ha dato del tempo è quella che ne dà la giovinezza, l'unico spazio della vita in cui ci si può prendere il lusso di essere più temerarie che sagge, più irruenti che misurate, vive come non saremo mai più."
" Tutti noi ogni giorno moriamo un poco e quindi ci serve diventare amici della morte, è molto importante." (Marina Abramovic)
" Io penso che l'arte, la letteratura, la musica, il teatro siano la migliore forma di educazione perchè sono una forma di autoaffermazione. Lo stai facendo per te stesso." (Vivienne Westwood)
" Se scegli un perchè invece che un per chi, vivrai e morirari sola, le donne che scelgono se stesse perdono infatti il diritto alla felicità."
Morgana, dal personaggio mitologico della saga di Re Artù, rappresenta la figura della donna politicamente (e anche umanamente) scorretta, non ha la positività della donna semplicemente emancipata, è qualcosa di più. Morgana, come suggerisce il sapiente sottotitolo, è una donna completamente fuori dagli schemi, anche da quelli più moderni e all'avanguardia, è il personaggio scomodo, è tutto ciò che non si può considerare prettamente femminile.
Le storie narrate in questo romanzo sono tratte dai celebri podcast delle due autrici, e sono quelle di dieci donne molto diverse tra loro; Moana Pozzi, Caterina Da Siena, Grace Jones, sorelle Bronte, Moira Orfei, Tonya Harding, Marina Abramovic, Shirley Temple, Vivienne Westwood, Zaha Hadid.
Storie che si leggono d'un fiato, appassionanti, interessanti, forti, non soggette a compromessi.
Queste dieci donne si possono amare come odiare, si possono considerare folli oppure geniali, ma di sicuro non si può loro negare il merito di aver vissuto esattamente come volevano, senza preconcetti, senza imposizioni, senza seguire nessun tipo di moda, indicazione, ordine.
Morgana è un romanzo che parla di donne libere, e ne parla in modo superbo perchè con un'autrice come Michela Murgia non potrebbe essere altrimenti.
eccolo qui:
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lunedì 16 settembre 2019
"Il numero due" di Morgan Zorio Prachin - Bookabook
" La dottoressa! Forse aveva ragione lei. Forse dovevo continuare la terapia. Ma non avevo più nulla da dirle...o forse non c'era più nulla che volessi dirle."
" Nel nostro modello familiare vi erano tracce di un comunismo duro e puro, quello visto nella sua connotazione negativa: la garanzia della sussistenza, la protezione, le sicurezze di base, ma al tempo stesso una cortina di ferro che ci isolava dal mondo esterno, per noi minaccioso e preoccupante. Una palizzata che ci impediva di vedere oltre. Forse per questo motivo io cercai sempre di sfondare il tetto, di scavalcare la palizzata alla mia maniera, una maniera autodistruttiva."
Stefano Neri si è da poco trasferito in una grande città, Vidanova, dove spera di rifarsi una vita e superare la depressione che lo affligge da tempo. Infatti iniziando un percorso di psicoterapia, trovando un ottimo lavoro e facendo nuove conoscenze, tutto sembra andare nel verso giusto.
"Sembra" perchè in realtà Stefano è ancora vittima del suo inconscio, delle sue ossessioni e di quel passato con cui non ha davvero mai fatto i conti, ma che ritorna prepotentemente a galla stravolgendo di nuovo la sua vita e conducendolo verso un inevitabile baratro.
Romanzo d'esordio dell'autore Zorio Prachin ed ennesima garanzia targata Bookabook, "Il numero due" è una storia sottile, psicologica, che scava nell'inconscio del protagonista (che peraltro si conosce e analizza molto bene) ma anche in quello del lettore, alternando immedesimazione a continui sospetti, perchè è lo stesso protagonista a non fidarsi a volte nemmeno di se stesso.
Ben scritto, scorrevole, semplice nella sua complessità, dalla prima all'ultima pagina tiene viva una tensione narrativa degna di un esperto romanziere e dimostra quanto possa essere potenzialmente pericoloso un mancato numero uno, perchè in tutti noi c'è una bomba inesplosa...
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giovedì 29 agosto 2019
" La Scelta" di Massimo Gardelli - Europa Edizioni
" La guardo con affetto. Vorrei dirle che c'è sempre qualcosa che non va, specialmente per gente come me, irrequieta, nostalgica, con la sensazione permanente degli attimi che passano e non tornano più. Ma non le dico niente."
" È inutile cercare luoghi belli per fuggire cattiverie o dolori; anche il Paradiso aveva i suoi serpenti, i suoi orrori."
Massimo a quarant'anni decide di cambiare vita e di dedicarsi alla sua più grande passione; il mare. Parte per una regata nell' Oceano Atlantico a bordo del Thor, un ketch costruito con le proprie mani e l'aiuto di alcuni famigliari. L'inizio non è dei più incoraggianti, ma una volta trovato il giusto equipaggio e iniziato il viaggio, tutto sembra andare per il verso giusto. Un appassionante diario di bordo trasporta il lettore in un viaggio ricco di imprevisti, tra panorami mozzafiato che fanno venire voglia di imbarcarsi anche a chi soffre il mal di mare su un traghetto.
Nella seconda parte del romanzo troviamo Massimo alle prese con la vita reale sulla terraferma, dove si troverà a fare i conti con inattesi problemi molto meno poetici e ad affrontare uno dei periodi più difficili della sua vita.
"La Scelta" è un romanzo corposo e ben strutturato, seconda opera dell'autore, skipper di professione. Una storia dalla forte connotazione autobiografica e che non si risparmia in niente; c'è l'avventura, c'è una storia d'amore, c'è solidarietà, amicizia, c'è la poesia ma anche la grande difficoltà propria dei veri viaggi fatti col cuore e col sudore. C'è un protagonista forte, un pò ingombrante forse ma mai banale.
C'è un qualcosa a metà tra spionaggio, noir e denuncia politico-sociale (la parte che personalmente ho meno amato), c'è una caduta ed una rinascita.
Nonostante non sia un'appassionata di barche, regate e quant'altro, nonostante l'autore abbia fatto un diario di bordo fin troppo dettagliato (troppo tecnico oserei dire), devo dire che ho letto con molto piacere la parte ambientata sul mitico Thor, mentre ho faticato di più come già detto nel seguire la seconda parte ambientata a Bologna, che ho trovato troppo ingarbugliata, oscura, complottista per i miei gusti.
"La Scelta" è un romanzo di formazione, di crescita, che ci insegna che anche a quarant'anni non si ha mai imparato abbastanza, che la vita può cambiare in mille modi diversi e che alla fine quello che conta davvero torna sempre a galla in un modo o nell'altro, sotto forma di amore, di amicizia, di quel mare che si sogna magari per tutta la vita, ma che spesso non è così facile da attraversare e da capire, non quanto lo si sognava.
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giovedì 1 agosto 2019
" Stai composta" di Cosima Spinelli - Bookabook
" Niente di ciò che era diventato era quello che avrebbe desiderato essere."
" Le cose belle vanno assaporate con la giusta lentezza, senza accelerare né rallentare, sono effimere ombre bizzarre che, se sollecitate, possono non succedere più, incagliandosi nelle sottili trame delle reti della vita."
" Ho pensato di poter delegare la costruzione della mia stabilità emotiva, invece ho finito con rimanere l'eterna bambina in cerca di una protezione agognata e mai sperimentata. Eccomi, profondamente inquieta e insoddisfatta, un'adolescente emozionale frustrata dalla vita reale e imprigionata dalla dipendenza affettiva."
Anna, Marco, Sara e Claudio erano amici inseparabili ai tempi della scuola; in seguito le loro (complicate) vite si sono divise, senza perdersi mai veramente.
Si ritrovano una sera del 1994 a casa di Claudio per una cena che, a causa delle pessime condizioni meteorologiche, si prolungherà fino alla mattina seguente, cambiando per sempre le loro vite.
Novità editoriale Bookabook (che non delude mai!), "Stai composta" si riferisce proprio all'incapacità dei suoi protagonisti di stare composti, di avere vite lineari e di rientrare in quei canoni socialmente accettati, a dispetto delle loro origini.
Le loro storie sono narrate da una voce esterna, che alla fine si rivelerà molto più vicina di quanto possa sembrare, e sono storie di fragilità, di digressioni nelle loro infanzie complicate, di rabbia ma anche di amori taciuti ma mai sopiti, e di amori forse al capolinea, di storie di adolescenti che però segnano anche il futuro, di errori, di rimpianti, di nostalgie.
C'è tanto in questo romanzo, e c'è soprattutto la forza dell' amicizia quella vera, dell' amicizia che diventa famiglia e che può anche trasformarsi in qualcos'altro.
Cosima Spinelli è al suo terzo romanzo e la sua scrittura è elegante e sobria, indaga minuziosamente nei pensieri e ricordi (resi in corsivo) dei singoli protagonisti, e non si risparmia sui colpi di scena, principalmente finali.
Tuttavia personalmente ho trovato un pò confusionaria la struttura del romanzo; l'alternanza continua delle varie voci narranti (in una sorta di cornice narrativa) e le continue digressioni, in alcuni punti non sono semplicissime da seguire; il fatto che la voce narrante principale resti misteriosa fino alla fine rende difficile la messa a fuoco della storia.
Detto ciò, "Stai composta" è sicuramente un romanzo da leggere, è ricco di spunti di riflessione, di ricordi e nostalgie che ci accomunano un pò tutti ad una certa età, ma soprattutto è scritto col cuore e con grande sensibilità.
Lo trovate qui
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domenica 28 luglio 2019
" Ogni piccola cosa interrotta" di Silvia Celani - Garzanti
" Ogni piccola cosa interrotta della nostra vita rimane come una sassolino nella scarpa che, a ogni passo, ci procura dolore. Possiamo decidere di smettere di camminare del tutto, oppure possiamo sfilarci la scarpa e liberarci del sassolino. Non gettandolo via, ma conservandolo nel palmo della mano, dove non ci farà più così male."
" Le case parlano. Le case sussurrano, bisbigliano, mormorano. Le case confabulano, rivelano, confessano, confidano. E quando lo fanno, le case non mentono. Quando lo fanno, le case sono trasparenti come biglie di vetro; svelano tutto delle vite che le te l'hanno attraversate, possedute, riempite, vissute."
" - L' amore che riceviamo durante l'infanzia rimane in fondo alle nostre tasche, così, ogni volta che ne sentiamo la necessità, possiamo accertarci che sia sempre lì, affondandovi una mano.-"
Vittoria vive una vita esternamente perfetta; nel quartiere più in di Roma, in una casa principesca, ha a sua disposizione tanti soldi, ha molti amici, molti divertimenti, frequenta con successo l'università ed è una bella ragazza.
Ultimamente però le manca spesso il fiato, come fosse in apnea, e alcune mancanze iniziano a sembrarle insopportabili; l'indifferenza totale di sua madre nei suoi confronti, e il fatto di non ricordare quasi nulla della sua infanzia e soprattutto del suo amato padre.
Ritrovando nell'armadio della madre un sacchettino contenente i frammenti di un vecchio carrillon rosa, decide di tentare di capire il perchè di questi suoi incolmabili vuoti, imbarcandosi in quella che si rivelerà una lunga, delicata e sofferta ricerca nel suo passato e dentro di sè.
Romanzo di esordio di Silvia Celani, "Ogni piccola cosa interrotta", novità editoriale Garzanti, è un elogio alle nostre imperfezioni, agli inevitabili strappi della vita, a tutte quelle cose rotte ma poi ricomposte, che diventano se possibile ancora più belle proprio grazie a quelle crepe, come suggerisce un'antica arte giapponese, il kintsugi.
La storia di Vittoria è una storia di rinascita, che parte da una forte mancanza di amore ricevuto e di amore per se stessa, soprattutto a causa del disastroso rapporto che ha con l'anaffettiva madre fin dai suoi primi anni di vita.
Proprio questa mancanza di amore conduce Vittoria ad indagare dentro se stessa e a riprendere in mano i pochi e confusi ricordi della sua infanzia, intraprendendo un viaggio doloroso quanto indispensabile e appassionante, imparando a dire dei no e a riscoprire l'amore in tutte le sue forme.
"Ogni piccola cosa interrotta" è una storia di contenuti importanti raccontata con parole semplici ed essenziali, un'opera prima di grande effetto che ci regala un'altra scrittrice dall'alto potenziale.
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giovedì 18 luglio 2019
"Se ami qualcuno dillo" di Marco Bonini - Longanesi
" Qualcosa che non ti fa fare soldi, ma di cui rimani orgoglioso per tutta la vita, tipo il primo bacio, la prima bicicletta, il primo viaggio senza genitori, cose così."
" Sicuramente noi maschi nasciamo selvatici e il lavoro che spetta ai genitori è coltivare quel fiore selvatico affinchè non cacci più spine."
"Papà è sugli spalti e fa solo il papà, fa il tifo per te. Per come tu deciderai di giocare la tua partita. Per quello che vorrai essere. Per quello che sei."
Sergio ha poco più di cinquant'anni quando viene colpito da un grave infarto. Marco, il suo primogenito, accorre in ospedale con la sensazione che il mondo gli stia crollando addosso, ma non sa ancora che quel crollo si trasformerà presto in una rinascita, non solo per Sergio ma anche per lui e la loro famiglia.
Sì perchè suo padre sopravvive all'infarto e si risveglia completamente resettato; torna bambino, deve imparare di nuovo tutto, ma la cosa sorprendente è che sembra improvvisamente aver imparato ad amare e soprattutto a dimostrarlo.
Un uomo fino a quel momento arido, anaffettivo, maschilista, farfallone, diventa divertente, innocente, amorevole, e fa capire a Marco che forse lui può ancora salvarsi, evitare l'infarto (di cui era morto anche il giovane nonno suo omonimo) e spezzare quella catena di misogino maschilismo che lega gli uomini della sua famiglia.
"Se ami qualcuno dillo", novità editoriale targata Longanesi, è un romanzo al maschile ma non maschilista, è anzi una rivalsa nei confronti di quel modo di essere uomini che dovrebbe ormai appartenere solo al passato. Marco vuole salvarsi da quei comportamenti che hanno portato il padre a fallire su più fronti e nello stesso tempo vuole salvare il figlio da quel retaggio culturale che ha segnato la sua giovinezza.
Marco Bonini è un attore come lo è il protagonista del suo primo romanzo; un esordio scoppiettante, una voce narrante precisa, introspettiva ma anche comica, soprattutto negli esilaranti dialoghi romaneschi. Un romanzo famigliare pieno di spunti di riflessione ma anche estremamente godibile e che ogni uomo dovrebbe leggere, perchè l'introspezione non è solo femminile e perchè non solo le donne devono "salvarsi" dall'ingombrante figura materna.
Potete trovarlo qui:
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lunedì 8 luglio 2019
" Accabadora" di Michela Murgia - Einaudi
" - Non dire mai: di quest'acqua io non ne bevo. Potresti trovarti nella tinozza senza manco sapere come ci sei entrata.-"
" Durante quel viaggio Maria si ingegnò per non dormire mai, nemmeno un'ora. Il tempo le servì tutto per farsi accabadora dei suoi ricordi, e trattare gli avvenimenti che l'avevano portata a quella decisione come persone da far salire o meno sul traghetto per il continente."
Tra le letture che mi mancavano e che rimandavo sempre dando la priorità alle novità editoriali, non poteva mancare questo primo romanzo di Michela Murgia, scrittrice che ho conosciuto grazie alle sue recensioni televisive, che apprezzavo moltissimo, e di cui non avevo mai letto nulla.
"Accabadora" è il suo secondo romanzo, uscito nel 2009, e ha vinto diversi premi tra cui il Campiello.
Ambientato nella Sardegna (sua terra di origine) degli anni Cinquanta, parla del rapporto tra la vecchia Bonaria e la figlia adottiva Maria, bambina nata in una famiglia molto povera e che, misteriosamente, Bonaria decide di chiedere come "fill'e anima" alla madre, assicurando così a Maria una vita più semplice, un'istruzione e una maggiore disponibilità economica.
La vecchia Bonaria però ha una doppia vita; spesso di notte viene chiamata da altre famiglie del paese, sparisce per qualche ora e rientra a casa senza mai spiegare nulla alla bambina.
Maria scoprirà soltanto molto tempo dopo che la madre adottiva è l'accabadora; una donna che, su richiesta delle famiglie e soltanto in casi veramente molto gravi, praticava l'eutanasia nella tradizione sarda dei secoli scorsi.
Il tema dell'eutanasia, sempre molto controverso in Italia, è stata la carta vincente di questo romanzo, scritto in maniera eccelsa, con uno stile pulito, descrittivo senza risultare pesante, preciso senza diventare prolisso.
Un romanzo che parla di legami, di tradizioni, di una terra complicata e bellissima, di personaggi dipinti con grande cura, dell'ineluttabilità della morte.
"Accabadora" consacra Michela Murgia ed entra secondo me a pieno titolo tra i classici italiani.
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