mercoledì 25 maggio 2022

"Abbaiare stanca" di Daniel Pennac - Salani Editore

 


 " Il problema, con la vita, è che anche quando non cambia mai, cambia continuamente"

 

 Antefatto personale: 

Pennac mi era stato imposto al liceo, in un periodo in cui il francese non era certo la mia lingua preferita (ma soprattutto non lo era la prof che avrebbe dovuto insegnarmelo) ed ovviamente in lingua originale. 

Ricordo ancora con terrore i mille strani personaggi de "La fèè Carabine"!

L'ho ritrovato poi ora, dopo oltre vent'anni, in un libro regalato a mio figlio, che abbiamo letto più o meno insieme. Quel libro è appunto "Abbaiare stanca", in cui ho riconosciuto lo stile inconfondibile di Pennac ed ho finalmente compreso come mai sia un autore tanto celebre ed apprezzato.

Il libro è narrato attraverso la voce di un cane, e Pennac riesce davvero a dargli voce, a vedere la vita attraverso i suoi occhi, a far parlare i suoi pensieri, come solo un grande amante dei cani potrebbe fare, con una sensibilità ed un' empatia uniche. 

Questo libro è commovente, a tratti molto duro per chi ha a cuore l'argomento, ma è anche una storia ricca di speranza e riflessioni mai banali.

Chi dovrebbe leggerlo? Tutti, ma soprattutto chi fatica ad empatizzare con creature di specie diversa da quella umana, e lo eleggo senza dubbio a manifesto del #noncomprareadotta.

Pennac stavolta promosso a pieni voti (anche se non in lingua originale!).



giovedì 24 marzo 2022

" Le braci" di Sàndor Màrai - Adelphi

 


" A volte il tempo ci offre una possibilità, legata appunto a un istante preciso, ma se ce lo lasciamo sfuggire non possiamo fare più nulla."

" Sono estremamente rare le persone le cui parole coincidono alla perfezione con la realtà della loro vita."

" ...il tormento più crudele che il destino possa riservare a un uomo. Essere diversi da cià che siamo, da tutto ciò che siamo, è il desiderio più nefasto che possa ardere in un cuore umano. Giacchè l'unico modo per sopportare la vita è quello di rassegnarci a essere ciò che siamo ai nostri occhi e a quelli del mondo." 

 

Nel 1940 due anziani signori, amici d'infanzia, si danno appuntamento per cena nel castello di uno dei due, quarantun anni dopo essersi visti per l'ultima volta.

Da lì parte un lungo monologo a senso unico da parte di uno dei due, che ripercorre un passato ormai lontano e cerca di far luce e di darsi ed ottenere spiegazioni ad avvenimenti che li hanno coinvolti stravolgendo le loro stesse vite.

"Le braci" è un classico dal linguaggio aulico a tutti gli effetti; devo ammettere di aver fatto fatica a finirlo nonostante il monologo sia piuttosto appassionante e nonostante le tante riflessioni interessanti presenti soprattutto nella seconda parte. Sicuramente è un mio limite personale, non essendo più abituata, negli ultimi anni, a leggere classici.




mercoledì 12 gennaio 2022

"L' Educazione" di Tara Westover - Feltrinelli Editore


 

 " Tutte le decisioni che vanno a costituire una vita - alle scelte, personali e collettive, che si combinano dando luogo a ogni singolo evento. Granelli di sabbia incalcolabili che si compattano in sedimento e poi in roccia."

" Non avrei mai più accettato di essere un soldato in una guerra che non capivo."

" So solo questo: che quando mia madre disse che non era stata la madre che avrebbe voluto, diventò quella madre per la prima volta."


Sono tornata!!!!!!!!!

Dopo un anno, non mi ero accorta che la mia ultima recensione risalisse addirittura a gennaio dello scorso anno! Mi ero presa una pausa dalla lettura, ma ora sono tornata e conto di riprenderla in mano perchè mi mancava davvero!

Quindi, via con la prima recensione dell'anno;

"L'Educazione", romanzo autobiografico di una  ragazza nata nell'Idaho negli anni Ottanta, in una famiglia mormona, è un romanzo disturbante, molto difficile da digerire. Inizialmente pensavo fosse ambientato in un'epoca a noi lontana, mi sembrava impossibile potessero esistere simili esistenze negli Stati Uniti dei nostri anni.

Tara è nata e cresciuta in una famiglia numerosa, con un padre paranoico e disturbato, una madre succube e totalmente annientata dal marito e dalla "cultura" mormona estremista che condiziona in tutto e per tutto le loro vite e quelle dei loro figli. Tara non può andare a scuola, non può andare da un medico, non ha nemmeno un certificato di nascita, e passa l'infanzia aiutando la madre levatrice ed esperta di erbe e rimedi naturali, ed il padre ed i fratelli nella discarica colma di rottami con cui il padre cerca di guadagnarsi da vivere.

La violenza, soprattutto quella del fratello maggiore, la mancanza di istruzione ma anche di conoscenza della vita al di fuori dalla loro montagna, il terrore dell'apocalisse in funzione di cui il padre i constringe a vivere, risparmiare, accumulare provviste, fare a meno di qualsiasi comodità, costringono Tara ad una vita durissima, fino a quando inizierà a capire l'importanza di un'istruzione, un'educazione, ed inizierà la sua dolorosa strada verso il riscatto.

Questo libro, come lei stessa ha spiegato, è stato un modo per chiarire e mettere nero su bianco i suoi ricordi, gli avvenimenti spesso traumatici e frammentati che non aveva mai realmente metabolizzato, è stato una liberazione.

Non è una lettura semplice, la scrittura è piuttosto lenta e descrittiva, la storia è molto dolorosa, ma vale la pena leggerla per conoscere realtà a noi così vicine ma che forse non immagineremmo mai possano essere reali.




giovedì 14 gennaio 2021

"Un' amicizia" di Silvia Avallone - Rizzoli

 

 


 " Sperimentai l'enorme potere che hanno gli oggetti di rilasciare gli odori e le voci che hanno assorbito."

" Sapevo che una madre conteneva due estremi e passava dall'uno all'altro senza preavviso. E tu potevi odiarla finchè volevi, ma poi arrivava sempre la necessità fisica di farti abbracciare e accettare."

"Perchè i genitori, senza i figli, forse non litigherebbero mai, non si lascerebbero."

"Il futuro procede per sottrazioni, non aumenta nulla, solo la nostalgia."

 Elisa vive in una cittadina del Piemonte con la stravagante madre Annabella ed il fratello maggiore; un'infanzia complicata alle spalle, la mancanza del padre da cui viene improvvisamente costretta a stabilirsi in età adolescenziale. All'improvviso si troverà a dividere la casa con il padre che è per lei uno sconosciuto, ad iniziare un nuovo liceo in una piccola città di mare Toscana, ad essere sempre considerata quella nuova, quella diversa, quella straniera, e se già dove viveva prima non brillava per vita sociale, la faccenda ora si complica ancora di più. Un giorno, non sa bene come, stringe amicizia con l'invidiata Beatrice Rossetti; un'amicizia complicata, a tratti disfunzionale, una ragazza completamente diversa da lei, determinata, appariscente, sempre impeccabile, concreta, cinica. La voce narrante è quella di Elisa che, ormai trentaquattrenne dei giorni nostri, ripercorre il passato vissuto a T e poi a Bologna con Beatrice, i loro alti e bassi, la loro passione reciproca, le invidie, le incomprensioni, fino al vero punto di rottura avvenuto 13 anni prima, quando Beatrice stava per diventare per il mondo "la Rossetti", influencer di fama mondiale.

Un'amicizia al femminile quella che racconta la bravissima Silvia Avallone (di cui ho amato tanto il pluripremiato "Acciaio"), un'amicizia potente, tossica, totalizzante. Due personalità così diverse (Elisa si sente sempre inadatta, si nasconde, non stringe facilmente amicizia, si tuffa nei libri, ama la cultura, la politica; Beatrice invece è un caterpillar, prende la vita di petto, deve brillare e brillerà) accomunate da un background familiare incerto, difficile.

Elisa ripercorre i giorni della loro adolescenza fino ai tempi dell'università a Bologna, e lo fa descrivendo con affetto e nostalgia quei luoghi che dava per scontati, ricordando i tempi in cui Beatrice scopriva il potere di internet e lei passava i pomeriggi a fotografarla suo malgrado, e lo fa col disincanto dell'età adulta e di chi sa quanto siano ormai diverse e lontane le loro rispettive vite. La rabbia che Elisa prova per Beatrice, per l'indifferenza che le ha riservato l'amica negli ultimi tredici anni, si scontra con quel legame sottile ma allo stesso tempo indissolubile che non riesce a cancellare mai del tutto. Elisa si sente sempre piccola e fuori luogo al cospetto di Beatrice, e le due rappresentano una dicotomia tipica dei nostri anni; l'essere, il vivere rispetto all'apparire. L'esplosione dei social network ci pone davanti all'amletico dubbio "apparire è davvero l'essenza dell'essere, davvero per esistere bisogna raccontarsi, soprattutto attraverso le immagini, e davvero si deve sempre apparire al meglio, in immagini patinate, simulando una perenne felicità che il più delle volte è solo un'illusione?".

" Per quanto possa sembrare folle Bea, tu, mostrandoti ogni giorno, ogni ora, non hai fatto altro che nasconderti"...proprio così. Beatrice si mostra per nascondere al mondo il suo passato, il suo essere, mentre Elisa nascondendosi chiede di essere finalmente vista, considerata, in perenne attesa di un riscatto che tarda ad arrivare.

lunedì 9 novembre 2020

"Chiedi perdono" di Ann-Marie MacDonald - Adelphi

 

 

"Nutrivano il desiderio più triste e più folle di tutti, il desiderio di continuare a vivere."

" Tu ci credi che certa gente ha il corpo ancora vivo qui sulla terra e l'anima già all'inferno?"


Fine dell'800; Materia, di origini libanesi, e James, accordatore di pianoforti, si innamorano e, nonostante il rifiuto della famiglia di lei, si sposano e vanno a vivere in un'isola sperduta della Nuova Scozia. Lì metteranno su famiglia e porteranno avanti un matrimonio che si rivelerà essere una trappola per entrambi e da cui nasceranno tre figlie. Il destino, o meglio le stesse dinamiche familiari, trasformeranno le loro vite in un incubo, un incubo che durerà anni e che li condurrà verso destini ineluttabili e spietati.

"Ormai sono morti tutti", ecco l'incipit di questo romanzo datato 1999 e che ho voluto fortemente leggere, ma che ho fatto un'enorme fatica a portare a termine. Non è un romanzo semplice, sono più di 500 pagine di una durezza e ambiguità disturbanti. Sono tante le vite che si incrociano in questa storia, tanti personaggi che però conosciamo solo superficialmente; tutto sfugge in questo romanzo, tutto precipita inesorabilmente, tutto è fuori controllo.

Quella di Ann-Marie MacDonald è una scrittura importante, un'opera imponente che ha avuto un enorme successo, ma non è una lettura semplice, affronta temi gravi e pesanti, disturba e sconvolge, non si dimentica.

giovedì 8 ottobre 2020

"Inventario di un cuore in allarme" di Lorenzo Marone - Einaudi

 


 

" Ma l'ipocondriaco non conosce il termine "momentaneo", un ipocondriaco non deve uscire da nessun periodo difficile, il periodo difficile per un ipocondriaco è la sua stessa vita, nella quale la paura è una costante, un sibilo sordo che fischia nell'orecchio per ricordare che è lì e non se ne andrà tanto facilmente, può starne certo."

" C'è un codice scritto per noi ipocondriaci : mai pronunciare il nome della malattia."

" Ci vuole coraggio a vivere nel caso. Anzi, ci vuole coraggio a vivere."

"Il mio sogno è trovare un amico del cuore medico, cosa non facile, a dirla tutta."

 

Lorenzo Marone nel suo nuovo, recente romanzo parla di sè, o meglio della fobia che lo caratterizza da sempre, l'ipocondria. Lo fa con sincerità, ironia, precisione e soprattutto coraggio, perchè si mette a nudo parlando di una fobia sottovalutata e spesso utilizzata a fini umoristici ma che, per chi ne soffre, risulta a dir poco invalidante. Lorenzo Marone fa un'autoanalisi estremamente dettagliata, non omette nulla e, come ogni vero ipocondriaco, esorcizza le sue paure usando una sottile ironia che rende la lettura a tratti esilarante, senza per questo cadere nel ridicolo. Si potrebbe pensare che raccontando essenzialmente di sè, delle proprie fobie, si cada inevitabilmente nell'egocentrismo, ma Marone riesce ad evitare anche questo trasformando a tratti il suo romanzo in un saggio che parla di fondamenti e ricerche scientifiche, storia e tanto altro.

"Inventario di un cuore in allarme" è la Bibbia di ogni ipocondriaco (infatti ho sottolineato praticamente ogni pagina, trovando molto difficile scegliere poche frasi da citare qui), racconta la vita difficile di coloro che sono sempre appunto "in allarme", pronti al peggio, che non riescono a godersi un attimo di serenità, e per questi cuori in allarme questo libro ha il valore di un abbraccio, di una pacca sulla spalla, di quella comprensione di cui ogni ipocondriaco ha vitale necessità, di quel bisogno di non sentirsi soli con le proprie paure ma di poterle condividere con qualcuno che le capisca o che almeno le ascolti. Tra analisti, psicologi all'avanguardia e medicine, Marone capisce che forse la soluzione non è combattere a tutti i costi la sua fobia, forse bisogna solo imparare ad accettare le proprie debolezze e conviverci più serenamente possibile...e forse il segreto è tutto lì...

Lorenzo Marone è un grande scrittore, lo si era già capito dai suoi precedenti romanzi, ma per questo suo ultimo lavoro bisogna proprio ringraziarlo. Di cuore.


lunedì 21 settembre 2020

"Ti darò il sole" di Jandy Nelson - Rizzoli

 


"Ho bisogno di avere una scatola cranica integra. Fracassarmela sarebbe come mandare un bulldozer contro un museo segreto prima che qualcuno sia riuscito a vedere cosa c'è dentro."

" Perchè questo sono le madri, un paracadute."

" La mamma diceva che osservare l'arte è metà vedere e metà sognare."

  

Jude e Noah sono due gemelli adolescenti, legati come solo i gemelli possono essere, ma sono anche due personalità agli antipodi; Jude è una ragazza aperta, solare, sfrontata e piena di amici e spasimanti, mentre Noah è un artista, un tipo introverso, solitario ed arguto che vive per l'arte e non ha ancora trovato il suo posto nel mondo. Se Jude è simile al loro pratico padre, Noah è lo specchio della madre, estrosa professoressa di arte dall'infanzia complicata, che un bel giorno decide che il destino dei suoi figli dovrebbe essere l'Accademia, una scuola d'arte che fa sognare Noah soltanto sentendola nominare.

Due anni dopo però, il racconto a voci alterne delle loro vite ci fa capire che qualcosa è cambiato, che le loro vite si sono completamente ribaltate e che l'Accademia ha spalancato le sue porte soltanto ad uno di loro...

Una storia complicata, piena di sorprese, un incastro imperfetto di tante vite, di persone in cerca di qualcosa e qualcuno che le completi, uno Young Adult ben scritto e narrato a due voci da una scrittrice al suo secondo romanzo, che affronta tematiche importanti come le difficoltà nel rivendicare la propria identità sessuale e sentimentale, il rapporto coi genitori in un'età difficile come l'adolescenza, l'amore per l'arte, l'elaborazione di lutti troppo dolorosi per qualsiasi età.

Non accade spesso di promuovere a pieni voti uno Young Adult, è una categoria di romanzi molto delicata e sottovalutata dagli stessi scrittori, ma "Ti darò il sole" è sicuramente un romanzo piacevole, ben scritto, saggio, adatto anche ad un publico più adulto.